Ministro, che sia un tavolo non un tavolino da picnic in pineta

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A leggere ogni giorno le dichiarazioni del ministro Di Maio (Lavoro/MISE) c’è da chiedersi se siamo in un film o se la realtà talvolta sia più incredibile della fantasia.

L’ex Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio contestato dal PD (dopo l’intervento di Riccardo Nuti del M5S) durante il voto di fiducia al governo, Roma, 11 dicembre 2013. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Ho letto della risposta che ha dato Di Maio a chi gli chiede un “tavolo” di confronto (istanza proveniente dall’industria del gioco, a partire da Sistema Gioco Italia, che ha tra l’altro nel suo biglietto da visita l’aquilotto della Confindustria). Inizialmente c’era stato un secco no, adesso arriva la “non proposta” sempre del ministro pentastellato: ok per il tavolo, ma si devono sedere insieme allo Stato (ministero del lavoro e sviluppo economico) le associazioni che si occupano di lotta alla ludopatia e altre realtà associative. Se ciò venisse accettato sarebbe come dire: “sì effettivamente noi facciamo soldi e roviniamo le famiglie…e quindi ci sediamo per chiedere scusa”. Come ha detto correttamente il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, “non c’è nulla da vergognarsi”.

17/03/2016 Roma, il Consiglio Generale di Confindustria ascolta i due candidati alla presidenza, nella foto Vincenzo Boccia

Sarebbe un errore strategico enorme. Spero che SGI o anche altre realtà non accettino questo tavolino da picnic in pineta. Qui, in una prima fase, si deve sedere al tavolo solo Stato e Industria del gioco. Prima bisogna trovare una soluzione politica, poi si possono aprire altri sotto-tavoli su specifiche tematiche (come la prevenzione e cura del G.A.P.) anche con altri soggetti. Se l’industria del gioco dovesse accettare questa soluzione “indecente”, sarebbe la fine di tutto. Non fatevi portare nella “tonnara” con il sorriso sul volto. Sedersi con Di Maio con queste modalità sarebbe offensivo oltre che inutile. Spero che non facciate questo errore strategico.