Ministro Di Maio, il gioco legale non è una lobby è una industria con una sua dignità

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Non è possibile leggere ogni giorno “attacchi” mirati del vice-premier Luigi Di Maio nei confronti del settore dell’industria del gioco. Un attacco, ad essere sinceri, che non nasce oggi, ma già nel 2013, in coincidenza con lo “sbarco” in Parlamento dei pentastallati. Non va bene, però, che non passi giorno che Di Maio non metta il coltello nella ferita e la ferita è il disastro scatenato dal Decreto Dignità il 12 agosto scorso convertito in legge.

Oggi, il capo politico dei 5S dichiara che il gioco è una lobby, ma se fosse veramente una lobby sarebbe riuscita, alla fine, a stoppare quel provvedimento. Nella realtà, il gioco è una industria con una sua “dignità”, una dignità che però Lei non accetta e questo non va bene, perché Lei non è più all’opposizione ma al governo. Lei è parte integrante dello Stato, quello stesso Stato che chiede per esempio alle aziende di pagare concessioni “faraoniche” o tasse di vario tipo per poter operare sul mercato del gambling. 

E apro una ultima riflessione: ciò che sta succedendo a livello regionale (a partire dal casus belli del Piemonte) è la ciliegina sulla torta, ma di una torta al veleno per gli operatori del settore. Con una mano lo Stato legifera (contro), chiede soldi ed è pronta a bannare (nel 2019),  con l’altra, a livello regionale, dà l’ultima staffilata. E questo non è giusto. 

“Abbiamo definitivamente inviato alla Camera e a Bruxelles la Manovra del Popolo. Ci siete tutti voi, abbiamo mantenuto le promesse”. E’ quanto ha detto il Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, al termine della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi sulla Nota di aggiornamento al Def. “E’ una manovra che ripaga il popolo di tante ruberie. Per anni alle vostre spalle e con i vostri soldi sono stati comprati gli Air Force Renzi, le auto blu inutili. Si sono pagati i vitalizi alla Camera e al Senato, si sono pagati i favori alle solite lobby del gioco d’azzardo e non solo, alle lobby del petrolio e del carbone. E’ arrivato il momento di riprenderci quei soldi”, ha aggiunto Di Maio – fonte: Agimeg