“E’ vero che si tratta in fondo di una piccola finanziaria, di una finanziaria in miniatura, ma credo che sulle singole misure adottate dal Governo per questa correzione ci siano legittimi perplessità e pareri anche discordi; ci sono misure che vanno in molteplici direzioni”. Lo ha evidenziato in un suo intervento in aula alla Camera Giovanni Monchiero (eletto in Scelta Civica nel 2013, passato pochi mesi fa nel gruppo parlamentare “Civici e Innovatori”). “Proprio ieri protestava qui davanti una nutrita rappresentanza dei gestori di giochi legalizzati, in nome dello slogan: “Morti noi, avremo il gioco affidato solo alla criminalità!”; slogan , anche questo, come spesso capita agli slogan , abbastanza persuasivo all’apparenza, apparentemente persuasivo, come quasi tutti gli slogan , ma ciò per dire che anche categorie non particolarmente numerose si trovano più o meno toccate da questo decreto. Naturalmente, nell’esame del provvedimento, avremo occasione di vedere le varie misure, di valutarle e, se sarà il caso, anche di correggerle”.

Pur stimando a livello personale il deputato Monchiero (CeI) non ho capito sinceramente il contenuto di questa dichiarazione. Credo che in politica sia necessario essere sempre molto chiari, non nascondendosi dietro tecnicismi, o, come in questo caso, in linguaggi per pochi adepti (come i membri dell’attuale classe politica). Qui, nello specifico, non si capisce quale sia la linea politica Monchiero: sembra essere dalla parte dei lavoratori dei gestori dei giochi legalizzati, però, poi, li critica per l’uso di questo o quello slogan in piazza. Ecco perché invito il deputato Monchiero, a partire dal suo prossimo intervento in aula alla camera, ad essere un po’ più diretto, perché questi tentennamenti o acrobazie linguistiche, per certi versi, generano più confusione degli stessi fan del “proibizionismo”.