#NonAzzardatevi. I posti di lavoro del gioco non si toccano

nonazzardatevi-i-posti-di-lavoro-del-gioco-non-si-toccano

Ministro Di Maio,

Le scrivo come giornalista, blogger e convinto “liberale”. Quello che ha scatenato la politica da Lei promossa nel settore dell’industria del gioco, post approvazione del famigerato Decreto Dignità (oggi legge) ha dell’inverosimile per non dire “kafkiano”. Lei che è il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro rischia, con questa nuova legge dello Stato, di creare una voragine a livello occupazionale. Ci sono 150 mila addetti (e famiglie collegate) nello sconforto più totale. Alcuni operatori stanno già portando i libri in Tribunale Premesso che non ho compreso il senso dell’urgenza di questo “Decreto” (e non è questione di lana caprina), se il GAP è l’ottava dipendenza nel Paese, secondo alcuni dati, come è possibile che abbia inasprito solo la normativa del settore del gioco. 

Lei è partito da una serie di dati, non sempre confortati dalla verifica, e li ha utilizzati, politicamente parlando, come un vero e proprio assunto teologico. Un po’ come il “NO” alle Olimpiadi di Roma2024 (dove abbiamo condannato la Capitale ad un altro decennio di mancati investimenti strutturali), deciso dopo una “googlata” sui principali motori di ricerca, adottando le tesi di un gruppo di ricercatori britannici, che, probabilmente, nella loro vita, non hanno mai visto una gara di uno sport a cinque cerchi.

Con le stesse modalità, magari con qualche “manina” (in più), che ha messo sul tavolo del Ministero, dati che confermerebbero la presenza di una piaga endemica, Lei ha deciso di adottare una deriva proibizionista senza ritorno. Così non va e tutti i 150 mila addetti hanno diritto al loro posto, perché lavorano in una branca dell’intrattenimento (non in luoghi “demoniaci”) e poche migliaia di soggetti da GAP (sottoposti a trattamento sanitario presso centri specializzati) non sono una “piaga”. Mi chiedo dove si voglia veramente andare con queste iniziative, ma soprattutto l’aspetto più grave Ministro è che queste misure “urgenti” (sempre che lo siano) non sono mai state discusse in un dibattito presso il Ministero con i soggetti direttamente coinvolti. Mi scusi, ma questa non è democrazia. 

E ai tanti lavoratori del comparto del “gioco legale”, che, il prossimo 18 settembre, scenderanno in piazza a Torino, davanti al Palazzo Lascaris (dove si riunisce il consiglio della Regione Piemonte), per difendere i loro sacrosanti diritti (manifesteranno, tra l’altro, contro il distanziometro imposto dalla legge regionale n.9 del 2016)  dico: noi di “NonGiochiamo” siamo al vostro fianco e manifestate (democraticamente) mostrando tutti la scritta #NonAzzardatevi, che deve diventare il topic di un movimento (quello dei lavoratori del gioco), che ha diritto alla tutela del posto, come qualsiasi altro settore industriale. E come questi lavoratori e imprenditori piemontesi finisco con il loro slogan: “Il Lavoro prima di Tutto”.