Onoterapia per curare i ludopatici, spediti a rapportarsi con gli asini. Incredibile, ma vero

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Nella ricerca forsennata di cure per la ludopatia, arriva l’idea (non commendabile), anzi l’ideona, dell’uso degli asini. Ci sarebbe da ridere, purtroppo è vero. Il Codacons ha presentato, nel corso di un convegno al Senato promosso dall’on. Michela Vittoria Brambilla (Forza Italia), un progetto unico nel suo genere. L’associazione, assieme alla rete italiana di interventi assistiti con animali, ha spiegato che ha deciso di utilizzare l’Onoterapia, ossia gli asini, per ottenere risultati sul piano della lotta alla dipendenza da gioco. Il giocatore d’azzardo patologico è nella maggioranza dei casi un individuo che ha perso il piacere di relazionarsi con gli altri, ha spesso problemi sociali e familiari e si trova in una condizione di solitudine – ha spiegato per Codacons e Rete italiana IAA, Paola Assennato – L’onoterapia per le sue proprietà terapeutiche e per la caratteristica forma di comunicazione che si instaura tra l’utente, l’operatore e l’asino, può essere un grande supporto per il giocatore patologico nel suo obiettivo di riconquista dell’autostima e del riconoscimento sociale.

Ora va bene tutto, va bene anche l’onoterapia (ma anche no), ma perché un uomo o una donna affetti da ludopatia dovrebbero rapportarsi con un asino? Cioè chi ha deciso che l’asino è meglio di un cane o di uno scimpanzé allo zoo? Ci sembra pazzesco, ma è il segno tangibile di una confusione totale presente nella nostra società.