Parlamento: l’ipocrisia regna sovrana. Tutti a cercare soldi nel gioco

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Pioggia di emendamenti alla Legge di Bilancio, molti dei quali riguardanti gli apparecchi da intrattenimento, con proposte di innalzamento del Prelievo Erariale Unico fino per slot (fino al 19,5%) e vlt (fino all’8,5%). Ma non solo. Tra gli emendamenti, una tassa sulle vincite per finanziare un Fondo per la tutela del giocatore, l’aumento del prelievo sulle scommesse virtuali per finanziare il Fondo per la Sicurezza degli impianti sportivi e l’inasprimento del prelievo sull’online per finanziare il Fondo per la crescita sostenibile.

A leggere questa sintesi di Agimeg, da un lato viene da sorridere, poi, però, riflettendoci meglio ci si rende conto, almeno nel segmento dei “non fessi”, che l’attacco al mondo del gioco è finalizzato esclusivamente a prendere (a piene mani) in questo settore (produttivo), perché la politica (e non solo) non trova, in altri comparti (evidentemente non produttivi), risorse disponibili. Quello però che fa più male è l’ipocrisia. Delle due l’una: o questo settore (regolato dallo Stato, lo ricordo per chi l’avesse dimenticato), non va bene proprio in senso assoluto, o bisogna finirla come, invece, avviene ogni giorno, di piangere e attaccare (come fanno i proibizionisti) per poi andare a cercare di mungere (sempre nel gioco) a beneficio altri comparti (come fanno sempre i proibizionisti). Questo “gioco” è imbarazzante, sia per chi lo porta avanti, sia per chi (come i tanti operatori sani del settore) lo subisce in silenzio. Siamo veramente un Paese di ipocriti.