Pascual (SGI): Solo attraverso una attività specchiata è possibile segnare la differenza con chi opera in modo poco professionale se non addirittura contro la legge

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Alejandro Pascual – Consigliere Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici in rappresentanza di SGI – al convegno sulla percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia alla Luiss Guido Carli.

“Il sistema concessorio è nato per arginare il fenomeno dell’illegalità del gioco che prestava il fianco alla criminalità organizzata. L’Italia ha scritto una pagina importante per il Settore ed è ormai riconosciuta a livello internazionale per la sua efficacia, sia come argine ai fenomeni malavitosi che come fonte di gettito erariale. E’ singolare come oggi si attribuisca al gioco legalizzato la responsabilità del diffondersi della patologia correlata, mentre i dati della ricerca presentata oggi confortano nel senso di ridimensionare fortemente la portata del fenomeno, e della propensione degli italiani al gioco sovvertendo le normali logiche della domanda e dell’offerta. Nel 2003 esistevano ancora più di 800.000 videopoker scollegati ed in mano alla criminalità. Gli italiani giocavano allora e giocano oggi, ma con garanzie diverse: oggi hanno certezza della vincita, sicurezza dei sistemi, attenzione al cliente. Un atteggiamento demagogico e poco lungimirante da parte del decisore politico è destinato a riportare in luce fenomeni che sono ormai quasi del tutto debellati. Per usare una metafora, in questo momento in cui si parla tanto di vaccini e della loro efficacia il gioco legale è il solo ed unico vaccino contro la recrudescenza dell’illegalità. L’operatore concessionario, il gestore iscritto all’Albo Terzi Incaricati, l’azienda costruttrice certificata sono realtà ben diverse dall’operatore che consente l’accesso al gioco attraverso un portale .com, dal posizionatore di totem e pc per il collegamento con siti non autorizzati e dai costruttori di schede che consentono un gioco fraudolento per il consumatore come per lo Stato. L’operatore legale fornisce garanzie di natura finanziaria, economica e personale, ha messo in atto azioni per il gioco responsabile, per fornire informazione e formazione di qualità e per garantire sia il consumatore che lo Stato concedente. Non è più tempo di consentire confusioni, di accettare di essere messi alla stregua di soggetti irresponsabili e spesso malavitosi.

La formazione degli operatori è una leva fondamentale per garantire la qualità del servizio e per dare garanzie di professionalità. Il Settore, e i particolar modo le aziende che appartengono a Sistema Gioco Italia, è consapevole che solo attraverso una attività specchiata è possibile segnare la differenza con chi opera in modo poco professionale se non addirittura contro la legge. La mole di norme che regolamentano il settore richiede un aggiornamento costante e una presa di coscienza del ruolo importante che ricoprono gli operatori delle sale, i professionisti del marketing e quelli dell’operatività. Norme giuridiche e comportamentali sono alla base della gestione di un settore delicato come il nostro, e siamo certi che sopravviveranno solo quegli operatori che avranno messo in campo delle politiche trasparenti e sostenibili.

Il GAP è diventato uno strumento di lotta senza quartiere tra Governo, operatori e enti locali. La strumentalizzazione dell’argomento che abbiamo visto su giornali e da parte di alcuni politici è decisamente imbarazzante anche alla luce dell’infondatezza di quanto si afferma. I dati presentati oggi ci dicono che il fenomeno ha dimensioni in linea con il resto dell’Europa e con questo non intendo dire che si debba sottovalutare il fenomeno: anche un solo affetto da GAP deve essere curato e gestito in maniera ineccepibile. Piuttosto mi chiedo se sia corretto l’approccio al fenomeno da un punto di vista medico e scientifico ma su questo non devo parlare io ma i soggetti deputati a farlo: psichiatri e psicologi. Credo comunque che la bolla mediatiche creata sull’argomento non aiuti la soluzione del problema ma scateni solo una corsa tra regolatori al maggior numero di luoghi sensibili inseriti nella norma o alla corsa alla riduzione degli orari. Auspico che in Italia possa concretizzarsi quanto accade in Spagna e che ottiene risultati efficaci: un registro di soggetti esclusi, d’ufficio o volontariamente, dal gioco al fine di tutelare chi ha un problema senza danneggiare o limitare coloro che fanno del gioco un mero intrattenimento. E da quello che abbiamo sentito oggi sono i più”.