Pellegrini boccia gli eSports ma è un approccio troppo difensivo

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“I videogiochi alle Olimpiadi? Ci sono rimasta male. È vero che ogni sport ha le sue peculiarità, però da qui a chiamarlo sport ce ne passa…”. Federica Pellegrini (pluricampionessa di nuoto) ha quindi bocciato l’intenzione del CIO (Comitato Internazionale Olimpico) di considerare gli eSports uno sport e quindi, proporla come disciplina olimpica in futuro (magari come semplice sport dimostrativo a Parigi2024 e poi come sport vero e proprio quattro anni più tardi a Los Angeles). “Lo sport è fatica fisica. Ne so qualcosa io che ho svolto tutta una vita da velocista”.

Gli eSports sono il tema centrale degli ultimi giorni su molti giornali (non solo sportivi). Credo che “bocciare” a priori l’evoluzione del mercato degli sport cosiddetti elettronici sia prematuro. E’ palese che ci troviamo di fronte ad uno sport non tradizionale, ma coinvolge la passione, nel mondo, di oltre 320 milioni di fan. Più corretto invece sarebbe monitorare e prevedere una serie di interventi da introdurre soprattutto sul terreno del doping e del match fixing