Per la Raggi Roma deve diventare off-limits per le sale da gioco. Altro errore marchiano

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La delibera “Regolamento Sale Gioco e Giochi leciti” sta per approdare in assemblea capitolina, secondo quanto riporta il sito specializzato Agimeg. L’aveva promesso la sindaca Virginia Raggi e così sta avvenendo.

Tra le norme previste quella più severa riguarda l’annoso tema del distanziometro (a 500 metri dai luoghi sensibili: ovvero luoghi di culto, cimiteri, scuole, ospedali, università, giardini, parchi pubblici, spiagge, centri giovanili e aree sportive. Una norma che dovrà essere rispettata da chi intende aprire una sala gioco in futuro. Non sarà però presente la disciplina degli orari che non è materia dell’assemblea capitolina, che sul merito potrà dare quindi solo un indirizzo politico. Una precedente versione della delibera prevedeva limiti orari ad esempio per le slot e le VLT  dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22. “Potrebbero non essere confermati”, fanno sapere ad Agimeg, visto che questo aspetto della disciplina sarà regolamentato da una specifica ordinanza della sindaca Raggi.  L’idea è però quella di “interrompere il gioco in fasce orarie tradizionalmente e culturalmente dedicate ai rapporti familiari e sociali”. Grande spazio viene quindi dedicato alle finalità della disciplina (disincentivare il gioco compulsivo, la tutela dei minori e la tutela dell’ordine pubblico).

In sintesi? La Capitale sta per cadere in un oscuro “proibizionismo” in salsa pentastellata. E’ chiaro che stiamo per entrare nel girone dantesco delle elezioni, prima amministrative (11 giugno) e poi soprattutto politiche, e il M5S vuole attrarre, giocando sempre sui mal di pancia del popolo, su tutte quelle persone, che, in modo non corretto, ritengono che l’eventuale ludopatia sia colpa delle aziende del gioco. Aprire una sala diventerà un problema, ma soprattutto studiare una strategie per le aziende del gioco sarà sempre più difficile, in un Paese (l’Italia) già complicato di per sé.

L’unico aspetto positivo? L’ultima volta la Raggi aveva parlato di un neologismo (“azzardopatia”). Almeno la delibera in esame, per fortuna, parla di sale gioco e giochi leciti. Una novità per lo storytelling pentastellato. Almeno hanno capito che esiste l’industria del gioco lecito. Non è poco credetemi.