Per le slot siamo in Svizzera, per il resto siamo una provincia del terzo mondo

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Certo che se in Italia le istituzioni (tutte) fossero sempre così solerti, come nel caso del riordino del comparto del gioco, vivremmo in Svizzera. Scusate la battuta, ma è incredibile che, sul terreno dell’eliminazione fisica delle slot, da un lato è partita una campagna denigratoria (nei confronti di questo specifico ramo), dall’altro si è scatenata la caccia agli “slottisti” (con minacce di multe salate per ogni violazione alla normativa vigente), neppure fossero untori o portatori di chissà quale virus. Ci piacerebbe, però, che questo rigore o solerzia, o chiamatelo come vi pare, esistesse, ogni giorno, in tutti gli altri settori da “riordinare” del Paese, ma così non è. Basta vivere o muoversi in Italia per capire, in una frazione di secondo, che la Svizzera è stata applicata solo al mondo delle slot. Incredibile, ma vero.

In vista della riduzione del parco slot del 34% entro la fine del prossimo mese di aprile – articolata in due fasi, un primo taglio del 15% entro il 31 dicembre 2017 e il restante 19%, entro aprile 2018, così come previsto nella Manovrina approvata nel giugno dello scorso anno – l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inviato una lettera ai concessionari che devono ancora tagliare gli apparecchi in eccesso nella quale si ricorda che entro sabato 24 febbraio il totale delle autorizzazioni di esercizio non dovrà superare le 345 mila unità, circa 60 mila in meno rispetto alla base di partenza (407 mila macchine). Ogni concessionario dovrà procedere alla riduzione della propria quota percentuale in base al numero di nulla osta posseduti. Qualora così non fosse, a partire da sabato scatteranno i controlli dell’Amministrazione, con sanzioni di 10 mila euro per ogni apparecchio che risulterà in eccesso, anche se ad oggi la maggior parte degli operatori ha già portato a termine la prima fase della riduzione. Alla fine dell’intero processo, le slot saranno passate dalle 407 mila di dicembre 2016 alle 265 mila di fine aprile 2018. (fonte: Agimeg)