Pezzi dello Stato vs lo Stato. La situazione kafkiana che stiamo vivendo nel mercato del gioco

pezzi-dello-stato-vs-lo-stato-la-situazione-kafkiana-che-stiamo-vivendo-nel-mercato-del-gioco

La battaglia contro il gioco d’azzardo patologico non è solo una battaglia di civiltà, è innanzitutto un dovere di ogni amministratore. Chiediamo che la Politica e le Istituzioni si esprimano in maniera corale – e agiscano di conseguenza – per affrontare questa piaga sociale e tutelare la salute dei cittadini: comuni e Regioni devono avere facoltà di regolamentare il gioco d’azzardo”. Lo ha dichiarato la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Di fatto, la sindaca pentastellata torinese chiede di poter intervenire (autonomamente) come sindaco su una materia (quella del gioco) che è regolata dallo Stato. La cosa incredibile è che lo Stato, attraverso AAMS, lo “regola” e lo “governa”, poi altri pezzi dello Stato (regioni, comuni) vanno contro le stesse regole messe in campo dalla fonte “primaria”. Ma non a caso siamo in Italia. Mi sembra che la realtà si sia “cortocircuitata”. E forse bisognerebbe che tutte le componenti della P.A. iniziassero a dialogare maggiormente, perché non è normale che lo Stato con la sinistra decida di far operare dei soggetti sottoposti giustamente ad una serie di regole e vincoli e poi con la destra il primo “soggetto ostile” è un altro pezzo del Paese (regioni e comuni). Rispetto a questa situazione kafkiana l’industria del gioco (forse) dovrebbe dire la sua, perché non è assolutamente normale quello che sta avvenendo nel nostro Paese sul tema della regolamentazione del “gioco”.