Prima firmano, poi ci ripensano. Va di moda la politica del gambero.

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Continua la politica del “gambero” tipicamente tutta italiana. Prima siglano, in Conferenza Unificata, un accordo, che è più vicino ad un “pasticciaccio” (tant’è che nessuna delle organizzazioni di categoria ha espresso un parere positivo), che ad un sentire comune (da parte dei diversi soggetti coinvolti), poi, a livello regionale, scoppia il “caso Piemonte” (previsto un taglio drastico delle macchinette slot presenti sul territorio). Adesso si cerca di trovare un “rimpastino”, sempre in Conferenza Unificata. Benvenuti in Italia!

Peccato, però, che tutto questo avvenga mentre operatori seri del settore siano di fatto abbandonati, per non dire “vessati”, sotto il profilo burocratico-amministrativo, da provvedimenti anti-liberali oltre che anti-economici. 

Se le Regioni non rivedono la propria normativa sui giochi, o se – come alcune stanno facendo – adottano misure ancora più stringenti, allora l’accordo siglato in Conferenza Unificata è compromesso e per questo chiediamo che sia la Conferenza Unificata a approntare le soluzioni. E’ la sede in cui abbiamo fatto l’intesa e quindi dobbiamo tornare lì per dire che a nostro avviso c’è un problema” Lo ha dichiarato Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, a margine della presentazione del dossier “Gioco sporco, sporco gioco”, riferendosi all’incontro fissato per domani.