Proibire è la più grande sciocchezza che può mettere in campo la politica

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Quando abbiamo letto il testo del Decreto Dignità la prima cosa che abbiamo pensato è che si trattava di un provvedimento assolutamente populista, oltre che inutile. Soprattutto sul terreno del mondo dello sport e della pubblicità era più che “aggressivo” come effetti finali. Si sarebbe potuto pensare ad un arretramento da parte dei principali player del gioco e dei club/leghe interessati a questa tipologia di investimenti. Invece, alla fine, le sponsorizzazioni sulle maglie sono salite da due a quattro e a livello di advertising, prima dell’entrata in vigore della legge, c’è stata la corsa a investire nel “prodotto” calcio.

Di Maio (ministro MISE e Lavoro) ha praticamente più che perso: praticamente nessuna azienda del gambling ha diminuito i propri investimenti, anzi. Certo il 1° gennaio 2019 non si potrà più esporre marchi sponsor e dal 30 giugno, sempre del prossimo anno, non sarà possibile promuovere pubblicità sui diversi media. Ma siamo assolutamente certi che il governo gialloverde resisterà alla tempesta in arrivo sui mercati e alle “sabbie mobili” della Finanziaria?