Quattromila corner ippici tornano al mittente (ADM), perchè ritenuti non convenienti dagli operatori

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Circa 4 mila “diritti” per l’apertura di corner ippici “restituiti” all’Agenzia delle Dogane perché non più convenienti per gli operatori. Secondo quanto apprende Agipronews, sarebbe questo il numero di autorizzazioni per l’apertura di altrettanti punti vendita a cui i principali bookmaker italiani hanno rinunciato, in vista della scadenza di oggi, ultimo giorno per richiedere all’Amministrazione la proroga dell’attività: non è stato quindi sufficiente un portafoglio giochi composto dalle corse dell’ippica nazionale, dai “vecchi” e obsoleti concorsi a pronostico (Totocalcio e Totogol) e dalle scommesse sportive al totalizzatore (ben diverse da quelle attraenti e ricchissime a quota fissa) per convincere i concessionari a proseguire l’attività. Peraltro, soltanto 1.500 dei 4.000 corner ippici restituiti erano ancora attivi: circa 2500 erano già nello stato di “sospensione” dall’attività, che ora si trasformerà in rinuncia definitiva, e non erano stati per questo inseriti nella relazione tecnica del Governo.

Secondo la legge di Bilancio 2018, ogni corner ippico può essere prorogato di un anno (fino a dicembre) a fronte del versamento di 3.500 euro: una quota evidentemente troppo onerosa per incassi che, nella rete dei corner ippici, non superano le poche decine di milioni di euro. Alla base della crisi di questa speciale tipologia di punti vendita  – generalmente dislocati in bar o tabacchi e assegnati nel 2006 – è stato in primo luogo il drastico calo della raccolta dei giochi su base ippica, passati dai 3 miliardi del 2006 ai 600 milioni del 2016.

Ad aggravare un quadro già complesso, sono infine arrivate le norme regionali che rendono sempre più incerto il futuro della rete di raccolta di giochi pubblici: gli operatori italiani – che avevano chiesto al Governo di inserire in Legge di Bilancio un onere di proroga ridotto per i corner (tra 500 e 1000 euro) – cominciano così a ridurre la propria rete commerciale, in questo anticipando il senso dell’intesa siglata tra Governo e enti locali a settembre, che prevede un progressivo “taglio” dei punti vendita.

Anche questa novità sul tema dei corner ippici conferma un nostro pensiero: l’ippica è un settore totalmente senza una visione di insieme da parte delle istituzioni. Vissuto quasi con fastidio, ma questo “abbandono” scientifico da parte della mano pubblica gradualmente si ripercuoterà sul gettito fiscale, che, nel futuro, sarà sempre più basso. Ci sembra una politica miope che non porta a nulla, se non al disastro e al depauperamento di un settore cui stiamo assistendo.