Radiato a vita il giovane tennista greco Konstantinos Mikos. Dura Lex, sed lex…

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Il tennista greco Konstantinos Mikos è stato squalificato a vita, dopo essere stato dichiarato colpevole di tentativo di aggiustamento delle partite, a fronte del pagamento di somme di denaro (match fixing).
Il 25enne è stato escluso dal mondo del tennis a causa di ben quattro ipotesi di reato, rilevate dall’iniziativa Unit of Tennis Integrity Unit (TIU).

Mikos entrò in contatto con un personaggio (Alexandros Jakupovic), già radiato nel dicembre 2015, in un torneo “Future Grecia F20” nel novembre 2013.

“Avrebbe accettato più volte di perdere set e match”, si legge in una una nota della TIU.
“Inoltre, il sig. Mikos è stato scoperto nell’aver gestito due account di gioco, attraverso cui, le scommesse in oggetto, venivano dirottate su alcuni match di tennis (tra il marzo 2012 e il dicembre 2013)”.

La responsabile per l’anti-corruzione Jane Mulcahy ha imposto la radiazione, che entrerà invigore immediatamente e coprirà tutte le cariche che si possono ricoprire nell’ambito del tennis professionistico (da semplice atleta appunto a manager, fino al ruolo di dirigente sportivo). Mikos, nell’agosto 2014, aveva raggiunto la posizione n.933 del ranking ATP.

C’è da chiedersi ancora oggi, e sarebbe interessante lavorarci sul piano medico-scientifico, sulle ragioni che possono portare un giovane atleta, che ha il futuro di fronte a sé, a compiere gesti così esecrabili, che, non solo rovinano la sua reputazione (personale), ma anche distruggono la sua crescita in ambito sportivo.