Radiato l’arbirtro ghanese Odartei Lamptey per match fixing

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Una notizia positiva per il mondo del fair play calcistico. Il TAS ha confermato la “radiazione” dell’arbitro ghanese Lamptey, che si è macchiato di frode sportiva (match fixing) in occasione di Sudafrica-Senegal lo scorso 12 novembre 2016. Una pena esemplare comminata ad un arbitro che, per ruolo, dovrebbe essere il massimo esempio (sulla carta) di etica. Personalmente credo che sia l’unica soluzione per ridurre drasticamente questa piaga endemica: non è solo una questione di confisca di beni o di denaro, ma di uscita definitiva dal mondo dello sport, per chi dovesse decidere di macchiarsi di queste colpe. Temporeggiare o peggio ancora cercare giustificazioni o pene veniali crea problematiche ancora più gravi. 

«Siamo lieti di aver contribuito a fare giustizia e di aver aiutato il calcio a essere uno sport sicuro e pulito». Così Ludovico Calvi, presidente del Comitato esecutivo Global Lottery Monitoring System (GLMS), dopo la conferma da parte del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) della radiazione di Joseph Odartei Lamptey, arbitro ghanese accusato di aver deliberatamente manipolato il risultato di Sudafrica-Senegal del 12 novembre 2016.

Il Tribunale ha confermato i collegamenti tra le decisioni dell’arbitro e flussi di scommesse anomali, individuati grazie a diversi sistemi di monitoraggio. «Con il lancio del nostro nuovo hub operativo a Hong Kong e il completamento del nostro processo di globalizzazione – continua Calvi in una nota – ho fiducia che GLMS svolgerà un ruolo chiave nel sostenere attivamente la lotta globale in corso contro questa grande minaccia ai valori dello sport» (fonte: Agipronews.it)