Raggi (sindaco Roma) se la prende con Baretta (MEF). Il suo lavoro, secondo Lei, sarebbe inadegutato

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Adesso la sindaca Virginia Raggi (M5S) è, insieme all’assessore lombardo Viviana Beccalossi (FdI), in prima fila nella lotta al mondo del gioco, anche perché il programma pentastellato è da sempre fortemente viziato da un pregiudizio proibizionista. Oggi la prima cittadina della Capitale non ha avuto peli sulla lingua (durante un convegno svoltosi presso il CNEL) arrivando anche ad attaccare il lavoro del sottosegretario al MEF, Pier Paolo Baretta, giudicandolo “non adeguato”. Verrebbe da dire: però da che pulpito arriva l’attacco. 

Il tema del gioco spesso è sottovalutato perchè coinvolge le fasce più deboli della popolazione attraverso un dipendenza. I sistemi sanitari stanno creando unità di cura. Il governo tassa il settore e crea sportelli di supporto, ma non contrasta il fenomeno”. E’ quanto ha detto il sindaco di Roma Virginia Raggi in occasione di un convegno che si è tenuto presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma.

“Noi vogliamo una serie di misure che possano portare ad emarginate il fenomeno con una misura di prevenzione – ha aggiunto la Raggi -. Roma ha emanato una delibera andando contro una Regione troppo debole sulla materia. Abbiamo puntato quindi a una distanza dai luoghi sensibili per 350 metri all’interno dell’anello ferroviario e 500 metri al di fuori, abbiamo anche aumentato i luoghi sensibili. A Roma ci sono 300 sale e 50 mila macchinette. Ma non ci fermiamo. Chiediamo aiuto alla Regione per norme ancora più restrittive anche per le sale che già esistono. Il lavoro fatto con il sottosegretario Baretta per ora non è adeguato. Il governo deve fare di più, ragionando più sulla prevenzione del problema”, ha concluso la Raggi. (fonte: Agimeg)