Regione Piemonte: il distanziometro finisce davanti alla Corte Costituzionale

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Caos totale in Piemonte, dove da molti mesi, gli operatori del settore del gioco sono in lotta contro la misura irregolare e per molti incostituzionale del distanziometro. Oggi è intervenuto duramente Cassiani, avvocato e politico nel consiglio regionale. Dopo la decisione del tribunale di Torino di rimandare la questione alla Corte Costituzionale si entra in una vera situazione di empasse, dove ad intervenire, prima della Corte, dovrebbe essere la Regione stessa.

Secondo Luca Cassiani (nella foto in primo piano), consigliere della Regione Piemonte (in quota al PD), che, da tempo, si batte per una revisione della legge contro il gioco, la decisione del Tribunale di Torino di rimandare alla Corte Costituzionale il “distanziometro” sta già  spostando gli equilibri del dibattito.

Il Tribunale non ha fatto altro che ribadire ciò che sostengo da tempo, ha commentato lo stesso Cassiani al portale specializzato Agimeg. Ovvero che il distanziometro favorisce l’illegale e non ha alcun effetto sui giocatori patologici. I volumi di gioco sono rimasti gli stessi, chi ha problemi di dipendenza semplicemente si sposta altrove. Ed è assolutamente incostituzionale, visto che impedisce a degli imprenditori di svolgere una attività  lecita. Adesso la Regione Piemonte deve trovare una soluzione in autotutela e non sarà facile, vista l’impostazione ideologica di questa Giunta sul tema.