Rizzetto (FdI) chiede misure stringenti sul GAP, ma non si conosce il numero “reale” della ludopatia

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Il deputato di Fratelli d’Italia (FdI), Walter Rizzetto (eletto in questa legislatura con il M5S, prima di costituire il gruppo autonomo “Alternativa” e in una fase successiva di aderire al progetto politico di Giorgia Meloni) ha presentato nei giorni scorsi interrogazione alla Camera riguardante le misure per il contrasto al gioco d’azzardo patologico (GAP).

“Quali iniziative il Governo intenda intraprendere per porre in atto le restrizioni necessarie a scoraggiare il fenomeno, come peraltro più volte richiesto dalle regioni”. E ancora “…il fenomeno (GAP, nda) è da considerarsi una minaccia sanitaria, oltre che una vera e propria piaga sociale, con un giro d’affari da 95 miliardi all’anno, il 4,4% del Pil nazionale; il trattamento del gioco d’azzardo patologico è svolto nei servizi territoriali e dunque rappresenta un vero e proprio costo sociale considerato che il dato degli accessi è in crescita rispetto agli anni precedenti”.

Scritta così, però, sembra che il GAP sviluppi un giro d’affari di 95 miliardi annui, un numero difficile da elaborare e staccare dal gioco inteso come puro divertimento. Invito, pertanto, Rizzetto a riformulare la sua interrogazione, perché scritta così è molto fuorviante, ma, soprattutto, lo invito a collaborare con tutti i soggetti preposti per capire quale sia il numero effettivo dei “ludopatici” in Italia. Mi risulta che questo numero (“reale”) non sia mai emerso nel tempo, perché, ancora oggi, non si comprendono bene le caratteristiche-tipo del giocatore d’azzardo affetto da ludopatia.

La domanda sorge spontanea: ma se non conosciamo il numero esatto di questi soggetti affetti da GAP, come si può pensare di intervenire in misura efficace per debellarne concretamente il fenomeno?