Sbrollini (PD) commenta il difficile momento del comparto del gioco pubblico

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Daniela Sbrollini, parlamentare del PD e responsabile Dem nazionale per lo Sport, è stata intervistata dal portale specializzato GiocoNews sul presente/futuro del comparto del gioco. La deputata vicentina è molto vicina alle posizioni del Governo, le stesse, che, per certi versi, è bene ricordarlo, sono state stigmatizzate dalle stesse organizzazioni di settore (come, per esempio, Sistema Gioco Italia). Sempre sullo stesso tema Daniela Sbrollini si è schierata a favore del governatore Chiamparino (regione Piemonte), primo ad introdurre una serie di provvedimenti più restrittivi anche rispetto alle norme presenti nell’intesa Stato-Enti locali. 

“Credo che, quello del gioco d’azzardo, sia un settore molto delicato per l’impatto, talvolta drammatico, che può avere sulla vita sociale delle persone, e, da politico che da anni si batte per tutelare la salute dei cittadini, sono soddisfatta delle misure adottate dal Governo. Provvedimenti che vanno a proteggere numerosi soggetti a rischio di ludopatia, in particolar modo i minori”. Lo sottolinea la deputata del Partito Democratico, Daniela Sbrollini, commentando l’attualità del settore del gioco pubblico e l’intesa siglata lo scorso 7 settembre tra Stato ed enti locali per il suo riordino.

L’accordo raggiunto in Conferenza unificata, tra Stato e territori, la convince?“Certamente. L’intesa con le regioni, come noto, è stata raggiunta non senza qualche fatica, ma alla fine hanno prevalso il buon senso e la volontà delle istituzioni salvaguardare la salute pubblica”.

Alcune Regioni, come il Piemonte, continuano a dare applicazione alle leggi senza tenere conto dei parametri stabiliti nell’intesa. Come a suo avviso si può risolvere la questione?
“Credo che sia necessario fare i dovuti distinguo, se una regione legiferasse inserendo parametri più permissivi di quelli stabiliti nell’accordo, lo Stato potrebbe far rispettare i termini pattuiti, davanti alla Corte costituzionale. Qualora invece la normativa regionale dovesse prevedere una tutela maggiore della popolazione, il problema non sussisterebbe”.
Gli operatori temono rischi occupazionali, cosa ne pensa?
“Lo spirito con cui è stata fatta questa riforma non è quello di stroncare il settore, ma di far sì che il gioco pubblico sia al di fuori dall’attenzione dei minori, mentre, per quanto riguarda gli adulti, che da svago non si trasformi in malattia”.
In che modo si può intervenire concretamente per limitare il gioco patologico? Quanto contano informazione e prevenzione?
“L’informazione e la prevenzione sono fattori imprescindibili dai quali partire per sconfiggere le dipendenze. Occorre quindi instillare in qualunque scommettitore un senso critico, che lo guidi a riflettere su tutti quelli che sono i segnali delle patologie legate al gioco, come ad esempio il fatto di mentire ai propri cari sulle somme perse”. (fonte: GiocoNews)