Sconto del 15% sulla TARI se si disattivano le slot machine. E’ l’idea del comune di Pompiano (BS)

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«Pompiano slot free», con questo slogan la municipalità del comune in provincia di Brescia vuole presentarsi come ente locale tra i primi in Italia a proporre il proibizionismo totale rispetto al gioco d’azzardo.

Le continue restrizioni imposte dall’amministrazione hanno reso il piccolo comune lombardo come un vero e proprio “villaggio di Asterix” sul tema della lotta di contrasto alla ludopatia.

La Giunta guidata dal sindaco Serafino Bertuletti ha dichiarato guerra al “GAP” (acronimo di Gioco d’azzardo patologico) in due modi: da una parte ha ampliato l’elenco dei luoghi sensibili nei quali è vietata l’installazione di slot machine, rendendo così l’intero comune zona off limits; dall’altra ha stabilito uno sconto del 15% sulla TARI (tassa sui rifiuti per intenderci) alle attività commerciali, che disattiveranno le poche «macchinette» ancora presenti (il Comune si farà carico di tasca propria della differenza affinché il provvedimento non gravi sugli altri cittadini).

Un provvedimento che ha dell’incredibile, perché una regolare attività commerciale (l’installazione di macchinette slot) viene di fatto osteggiata dalla Pubblica Amministrazione, pur sapendo che il gioco genera comunque gettito erariale a favore dello Stato, quindi della stessa PA. Come a dire: la mano destra non sa cosa fa la sinistra.