Scoppia l’Inferno alla Camera sulla legge elettorale. Il Patto a 4 è morto, lo conferma Fiano (PD). Si sfilano M5S e LN

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Finisce male, per non dire peggio, la discussione in aula questa mattina alla Camera, dove le diverse forze politiche con toni assolutamente accessi, oltre misura, hanno definitivamente (come poi confermato dal deputato PD Emanuele Fiano attraverso un take d’agenzia) affossato, con responsabilità diverse (con urla reciproche sia tra i deputati Dem, sia tra quelli pentastellati e l’allontanamento del parlamentare ALA-SC Francesco Saverio Romano per intemperanze varie) il Patto a 4 (FI-PD-M5S-Lega Nord), che avrebbe dovuto portare ad una legge elettorale sulla falsariga del modello cosiddetto “tedesco” (anche se le differenze tra il nostro e quello adottato in Germania erano diverse). A mettere la pietra tombale poi la dichiarazione del segretario LN, Matteo Salvini, che ha chiesto le dimissioni del premier Paolo Gentiloni e lo scioglimento delle Camere con voto in poche settimane. Sfilandosi di fatto dal cosiddetto “Patto a 4”.
“Abbiamo chiarissima l’operazione del M5s che ha voluto far fallire la legge elettorale. Ne prendiamo atto, bastava che lo dicessero subito che non sono capaci di mantenere la parola data. Sul blog avevano detto che la legge andava bene e invece l’hanno fatta cadere su una cosa che non c’entra niente”. L’ha affermato Ettore Rosato, capogruppo del PD al Camera. E ancora: “Le soglie non si abbassano e le pluricandidature non esistono. La legge sta in piedi così e per noi già è una fatica enorme il proporzionale per cui dal Pd non arriveranno ulteriori sforzi al ribasso”.
Visi più rilassati tra le diverse componenti parlamentari di area centrista, che si vedevano già tagliate fuori dallo sbarramento al 5%. Quello che emerge chiaramente è l’incapacità di molti dei nostri parlamentari di fare politica per il bene del Paese. E la figuraccia-pantomima di oggi alla Camera è veramente imbarazzante, oltre che grave se si pensa alle tante difficoltà socio-economiche di molti italiani, che soffrono quotidianamente la crisi economica perdurante.
Nel frattempo Matteo Renzi ha convocato una segreteria d’urgenza alle ore 15 presso la sede del partito al Nazareno, per decidere la nuova strategia da adottare, alla luce delle “resistenze” di M5S e LN.