Se il Buongiorno si vede dal mattino…a proposito di democrazia e dialogo: il caso della balcanizzazione del Senato

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L’organigramma del Senato della Repubblica prevede (per chi non lo sapesse) un presidente (la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati), quattro vicepresidenti, tre questori e nove segretari, per un totale di ben 17 (diciassette) componenti. Si può discutere se siano tanti o meno, ma tant’è Al Partito Democratico, secondo partito del Paese (con oltre il 18% dei voti alle ultime elezioni politiche nazionali) e quarto gruppo parlamentare , ne è stato riconosciuto appena uno (la vice-presidente sen. Anna Rossomando). Gli altri sedici sono stati “spartiti” fra CinqueStelle e Centrodestra. Non era mai successo nella storia parlamentare. Questi sarebbero quelli aperti al dialogo, con cui si potrebbero e dovrebbero trovare intese all’interno del quadro parlamentare? Sinceramente rimaniamo basiti su questa logica di “balcanizzazione” del Senato, tanto per parlare di uno dei due rami del Parlamento. Forse bisognava arrivare ad un maggiore bilanciamento all’interno delle diverse forze presenti in questa nuova XVIII legislatura.