Se lo Stato dimentica le imprese del gioco…stiamo entrando su un binario morto

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(di Giuseppe Ciraolo) – Nonostante la legislatura stenti a decollare, sono già stati presentati i primi disegni di legge in materia di gioco pubblico legale.  Come si può ben notare, sono tutte proposte volte a proibire e/o contrastare il gioco pubblico lecito e regolamentato.

E’ bene ricordare però ai neo deputati, che le imprese coinvolte nel settore dei giochi sono circa 6.600 con ben oltre 100.000 occupati. Quando si legifera su una materia cosi delicata, non si possono dimenticare le ripercussioni che queste proposte possono avere sugli operatori, ma anche sullo Stato, che, invece, di aiutare le imprese e tutto l’indotto mostra un livello di tassazione superiore agli altri Paesi europei.  Secondo quanto comunicato dal MEF, le entrate totali relative ai giochi  nel primo trimestre del 2018 (che includono varie imposte classificate come entrate erariali sia dirette che indirette) sono risultate pari a 13.998 milioni di euro (–367 milioni di euro, pari a –2,6%). Considerando solo le imposte indirette, il gettito delle attività da gioco (lotto, lotterie e delle altre attività di gioco) è di 13.526 milioni di euro (–384 milioni di euro, pari a –2,8%).

Sul fronte degli apparecchi, gli incassi sono saliti di 251 milioni di euro, pari al 4,5%. Alla luce di questi dati risulta evidente l’effetto dell’innalzamento dell’aliquota del PREU dal 17,5% al 19% per gli apparecchi AWP, e dal 5,5% al 6% per i terminali VLT, disposto con la manovrina di aggiustamento dello scorso aprile.

Cosa ci possiamo auspicare da questa legislatura? Il nostro auspicio è che le regole vadano scritte bene, e che prenda finalmente piede una giusta cultura del gioco, difendendo il diritto alla salute, ma anche il diritto al lavoro e di chi è impiegato in questo settore.

Sen. Antonio De Poli (UDC/Noi con l’Italia).   1 – “Modifiche all’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in materia di installazione e di impiego di apparecchi e congegni per il gioco d’azzardo nei locali pubblici”. (101)

Sen. Erika Stefani (LN).  2. Dopo aver ricoperto il ruolo di Vice sindaco nel suo comune (Valdagno), viene eletta Senatrice nel 2013 e riconfermata nel 2018  2 –  “Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico”. (287)

 Sen. Paola Binetti (FI – eletta in quota a “Noi con l’Italia”).  3 –  “Disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”. (305)

On. Giorgia Meloni (Fdi-An).  4 – “Norme per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico, nonché in materia di pubblicità del gioco d’azzardo, di tutela dei minori e di disciplina dell’apertura di sale da gioco”  (316)

On.  Silvana Comaroli (LN).  5 “Modifica al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro” 350

On. Giuseppe L’Abbate (Movimento 5 stelle).    6 “Istituzione della Consulta tecnica per la promozione del settore ippico ” (189)   

 On. Elena Carnevali (Pd).   7 Disposizioni per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo patologico” (427)

Sono state annunciate alla Camera il mantenimento all’ordine del giorno di proposte di legge d’iniziativa popolare presentate nella XVII legislatura e riguardanti i giochi, in particolare le “Disposizioni per il divieto del gioco d’azzardo”  “Tutela della salute degli individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi con vincite in denaro-giochi d’azzardo“ qui