Seccia (M5S): “Gioco lecito non vuol dire buon gioco”. Ormai è il festival della banalità.

seccia-m5s-gioco-lecito-non-vuol-dire-buon-gioco-ormai-e-il-festival-della-banalita

Sara Seccia, consigliere comunale pentastellato a Roma, si conferma “templare” del proibizionismo nei confronti del gioco lecito. Secondo la giovane politica gioco lecito non equivale a buon gioco. Ma la tesi di Seccia presente una falla concettuale:  se gioco lecito non è buon gioco, ma allora gioco illecito, illegale, irregolare che cosa è? Un approccio solo ideologico, il suo, che non nasce oggi, ma già in fase di campagna elettorale, nei mesi precedenti alla vittoria della sindaca Virginia Raggi. E’ sufficiente vedere la foto di un soggetto pubblicitario collegato alla tornata delle comunali (in primo piano) per comprendere che Seccia, sin dall’inizio, ha costruito la sua carriera politica “giocando”  (mi si permetta il gioco di parole) sull’industria del “gioco lecito”. Si è mostrata “paladina” di questa battaglia, e una parte dell’elettorato romano (bombardato da messaggi sbagliati sul tema del gioco) l’ha premiata. 

Consiglio comunale Sara Seccia (M5S-Roma Capitale): “Lo Stato ha approvato leggi per fare cassa, ma gioco lecito non vuol dire buon gioco”

“L’azzardo è aumentato troppo. Con costante legalizzazione di nuovi giochi creati solo con una politica aziendale centrata sul business. Gioco lecito non vuol dire buon gioco. I comuni devono intervenire per tutelare i cittadini – ha dichiarato Sara Seccia (M5S) durante l’Assemblea capitolina in cui si è discusso di recente del regolamento sui giochi. “Lo Stato si è limitato ad approvare leggi per fare cassa senza pensare alla questione del gioco patologico. Negli anni sono state introdotte AWP e VLT, macchine da gioco sempre più evolute. Il progetto di far cassa attraverso i giochi dovevano servire per ricostruire L’Aquila dopo il terremoto, ma abbiamo visto come è andata. In conferenza unificata sono stati proposti provvedimenti troppo deboli. TAR e Consiglio di Stato hanno per fortuna seguito le indicazioni dei sindaci che stanno cercando di limitare i punti di gioco. I cittadini devono tornare a investire il denaro buttato nel gioco per l’economia reale senza essere bombardati dalla pubblicità”. (fonte: Agimeg).