Seccia (M5S) parla di libertà di impresa sul tema slot, ma è proibizionista nei comportamenti

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A leggere le dichiarazioni della consigliera M5S Sara Seccia, che, da un lato, interviene per ridurre drasticamente il mercato capitolino delle sale slot (con un distanziometro di 500 metri dai luoghi sensibili nelle periferie), mentre dall’altro parla di voler venire incontro alle esigenze della libertà di impresa, viene solo da sorridere.

Secondo me la Seccia non ha presente proprio cosa sia la libertà d’impresa. Per la cronaca la libertà d’impresa non prevede che ci sia una mano pubblica che diriga totalmente, dalla A alla Z, lo sviluppo di un comparto o di un’area economica. Seccia vuole passare da liberale, senza esserlo. Sarebbe più corretto se la consigliera pentastellata si presentasse per quello che è: una “proibizionista” (nei confronti del gioco lecito). Il nuovo regolamento capitolino sui distanziometri è l’inizio della chiusura totale di un comparto (con impatti fortemente negativi non solo sulle economie dei gestori, ma soprattutto sui livelli occupazionali). Oggi le slot, domani chissà quale altro segmento della filiera.

E poi sempre questa retorica stantia sulla “salute pubblica”, come se giocare sia sinonimo di malattia o di perdita economica a prescindere. E’ un posizionamento assurdo e su NonGiochiamo.it (e il titolo “ironico” di questo blog è proprio in questa direzione) continueremo a fare controinformazione, come è giusto che sia in un Paese che vuole diventare “liberale”, visto che ancora non lo è. E le dichiarazioni di Seccia (M5S) lo confermano pienamente. 

«A Roma le periferie sono già da diversi anni il quartier generale di sale slot. Alcuni esempi sono via Prenestina, via Tiburtina, via Tuscolana, e molte altre. E’ negli occhi di tutti che i governi nazionali che si sono succeduti negli anni mai si sono preoccupati di stabilire ab origine una disciplina coerente ed efficace, se non altro relativamente alla corretta localizzazione delle sale da gioco, che avrebbe dovuto restringere l’incidenza del fenomeno anche nelle nostre periferie. Ciò posto, per le periferie questa Amministrazione ha stabilito un distanziometro di 500 metri dai luoghi sensibili al di fuori dell’anello ferroviario (mentre nell’area più interna è di 350 metri ndr)».

E’ quanto spiega Sara Seccia, consigliera del M5S al Comune di Roma, in un’intervista ad Agipronews in cui spiega i prossimi passi dell’amministrazione capitolina, dopo l’approvazione del regolamento sul gioco, avvenuta all’inizio di giugno. Quello delle periferie come possibili quartieri ad alta densità di sale giochi, visti i divieti che vigono nel centro storico, è uno dei temi più caldi. I limiti orari per il funzionamento delle slot, l’adeguamento alle nuove norme per le attività esistenti, il “censimento” delle sale e delle attività di gioco e gli effetti del distanziometro sulle aree periferiche di Roma.