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Continua senza sosta questa “pagliacciata” della richiesta di abolizione della pubblicità del gambling richiesta a gran voce, a rotazione, da molti parlamentari-proibizionisti. In questo caso è interessante come a spendersi in tal senso sia Maria Edera Spadoni, del M5Stelle. Come se questo poi fosse il problema più urgente del Paese. Quello che ancora non si comprende (ma è chiaro che non c’è assolutamente la volontà di farlo) è che il gioco pubblico in Italia è regolamentato dallo Stato ed è soprattutto “lecito”. Ecco perché è corretto che le aziende di questo comparto abbiano il “diritto” di promuoversi attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione, inclusa la pubblicità. Vietare la pubblicità è una violazione del concetto di “libero mercato”.  

“Giusto abolire totalmente la pubblicità sul gioco d’azzardo. Ma la maggioranza Pd-Alfano-Verdini tiene ferma da oltre due anni la proposta di legge bipartisan Movimento 5 Stelle–Pd–gruppo interparlamentare contro il gioco d’azzardo”. E’ quanto dichiara la deputata Maria Edera Spadoni (M5S).

“Invitiamo quindi Paolo Gandolfi a fare pressione in primis sul capogruppo Pd Ettore Rosato alla Camera e sul capogruppo Pd Luigi Zanda al Senato. Sono due anni infatti che il Parlamento ha votato la discussione urgente di questa legge e il partito di maggioranza di governo non ha seguito il volere delle Camere e dei suoi stessi parlamentari. Cosa succede? Cosa li frena?” prosegue Spadoni.

“Nel luglio 2015 in accordo con le associazioni che si battono contro l’azzardopatia: Movimento No-Slot, Slot-Mob, Consulta Anti usura della Cei e Mettiamoci in Gioco, il Movimento 5 Stelle con primi firmatari i parlamentari Mantero-Baroni alla Camera e Giovanni Endrizzi al Senato e i parlamentari Basso (Pd) e altri (tra cui Gandolfi) e Pagano (Pd) al Senato presentano proposte di legge abbinate e praticamente uguali per abolire totalmente la pubblicità sul gioco d’azzardo. Parliamo di leggi di 2 semplici articoli che si possono discutere in pochissimo tempo e sulle quali sulla carta c’è il consenso del 70% del Parlamento. Il 15 ottobre 2015 il Senato votò la calendarizzazione urgente ma in due anni è ancora tutto fermo. Stessa cosa alla Camera dove pure la proposta di legge è stata inserita con procedura d’urgenza. Ma il partito di Gandolfi ha frenato tutto con scuse smontate dalle stesse associazioni no-slot. Siamo arrivati all’assurdo di bocciare emendamenti in finanziaria, per abolire totalmente la pubblicità. L’invito che facciamo in maniera propositiva a Paolo Gandolfi con il quale condividiamo questa battaglia è quindi quello di porre la questione in maniera decisa ai capigruppo del suo partito” conclude Spadoni.