Sponsor del gioco via dalle maglie dal prossimo 1° gennaio

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Nel silenzio più totale (di addetti e media), è in arrivo una “tempesta perfetta” nel mondo dello sport. Dal prossimo 1° gennaio 2019, secondo quanto previsto dal Decreto Dignità, sponsorizzare la maglia di un club di calcio, basket, volley, o di qualsiasi altra disciplina sportiva, con il marchio del gioco, sarà sempre più difficile, oltre che contrario alla legge in vigore.

Un attacco diretto alle finanze delle società e delle Leghe, visto che il “gambling”, nelle sue diverse forme, vale il 20% medio delle entrate commerciali dello sport tricolore, e, quest’anno, solo in serie A, tra pubblicità e sponsorizzazioni, peserà per più di 30 milioni di euro. Una cifra che, se venisse a mancare, porterebbe molti bilanci in rosso al termine della stagione. 

Nella prima divisione Lazio, Torino e Chievo Verona espongono sulle maglie marchi di scommesse sportive. I biancocelesti si sono legati ad un colosso russo per più di 4,5 milioni di euro, i granata hanno un accordo quadro (sponsorizzazioni e pianificazioni pubblicitarie sulle testate del gruppo Cairo) con un partner africano per 4 milioni e i gialloblù incassano da un partner internazionale (presente come top sponsor anche in altre piazze calcistiche) una cifra superiore ai 400 mila euro. Alla luce dell’attuale normativa sul gioco, dal prossimo anno, questi marchi dovranno essere eliminati dalle divise. 

La Lazio, inoltre, ha perso almeno 3 milioni di euro, perchè è stata costretta a stipulare un contratto fino al 31 dicembre 2018, non potendo sfruttare 5 mesi di investimenti sponsorizzativi garantiti (fino al 30 maggio del prossimo anno).

Questa situazione si è venuta a generare soprattutto dopo l’approvazione in Senato, lo scorso 7 agosto 2018, con 155 voti favorevoli, 125 voti contrari ed un astenuto (sotto la spinta dell’esecutivo giallo-verde), e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 186 dell’11 agosto 2018), della legge n.96 del 9 agosto 2018, relativa alla “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 12 luglio 2018 n.87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese(provvedimento conosciuto come Decreto Dignità)”. Primo provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri in questa XVIII legislatura.

La legge in esame parla chiaro. Da gennaio saranno “bannate” tutte le forme di sponsorizzazione, fino al divieto totale previsto per il 1° luglio 2019. Per questa data infatti saranno vietate tutte le pubblicità ancora attive sul territorio.

Marchi su maglie o  led e cartelloni fissi (inclusi i backdrop e i rotor presenti nei centri di allenamento) dovranno sparire completamente dal rettangolo di gioco. Un danno di visibilità e in termini di immagine per quegli operatori stranieri, che hanno, di recente, ottenuto l’autorizzazione ad operare (da parte dello Stato) sul territorio nazionale.

La  Lega calcio serie A è al lavoro, da diverse settimane (portando avanti un’estenuante trattativa con l’esecutivo pentaleghista), per posticipare il divieto delle sponsorizzazioni al 1° luglio (in parallelo con le norme collegate alla pubblicità), ma, al momento, non c’è nulla di scritto e all’appello mancano appena 23 giorni. (fonte: Tuttosport)