Studio della GdF sui meccanismi di frode presenti nel mercato “illegale” (I parte)

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Negli ultimi anni, l’esperienza maturata dalla Guardia di Finanza (GdF) ha confermato che il comparto degli apparecchi da intrattenimento, di cui all’art. 110 del T.U.L.P.S., è quello maggiormente interessato da fenomeni di frode, che talvolta si sono rivelati estremamente articolati, sofisticati e fantasiosi, quali:

  1. l’utilizzo di apparecchi con schede di gioco illegali e dotati di un software diverso da quello depositato ed autorizzato dall’ente di certificazione. In particolare, un programma denominato “aams server”, fornito dai produttori degli apparecchi ai proprietari/gestori degli stessi, consentiva a questi ultimi di alterare il funzionamento delle slot modificando la percentuale delle vincite (payout), il cui importo minimo è legislativamente previsto, a discapito degli ignari giocatori;
  2. la creazione di illecite piattaforme di gestione “da remoto” degli apparecchi, solitamente ubicate in Stati esteri;
  3. l’occultamento di schede da gioco all’interno di doppi-fondo posti alla base dell’apparecchio, che “leggono” le giocate clandestine non comunicate alla suddetta rete telematica; la manomissione di vecchi videogiochi, aventi diversi pulsanti di funzionamento e attivati con le più svariate modalità: a mezzo radiocomando, spesso in possesso dell’esercente, o attraverso una combinazione di tasti (da ultimo tramite accensione apparecchio e successivo passaggio di un oggetto metallico sulla parte frontale del cabinet);
  4. la trasformazione di apparecchi senza vincite in denaro, mediante modifiche al cabinet o al loro software, in “video-poker” o in new slot.

E’ stata altresì registrata la diffusione delle apparecchiature denominate “totem” (1)*, utilizzabili per attività lecite, quali servizi di ricarica telefonica, l’accesso a siti di commercio elettronico (e-commerce) o social network (ad esempio: Facebook, Youtube e Twitter), ma che, in realtà, consentono la partecipazione a giochi d’azzardo, attraverso una connessione internet a siti web legali ed illegali.

Alcuni degli apparecchi in argomento sono stati sottoposti a sequestro, in quanto:

  1. pur essendo apparentemente destinati all’acquisto di ricariche telefoniche o di crediti per la navigazione in internet al fine di acquistare beni e servizi sulle piattaforme online – in modalità “stand by” mostravano, infatti, i loghi dei gestori telefonici ovvero dei siti di shopping onlineconsentivano l’accesso a siti i cui server erano sovente ubicati in Estonia, Malta e Repubblica Ceca e sui quali era possibile accedere ai più diffusi giochi d’azzardo;
  2. sono risultati alterati, al fine di renderli del tutto simili, nel funzionamento, a quelli legali (disciplinati dall’articolo 110, comma 6, del T.U.L.P.S.), in particolare, apparivano come slot machine – con rulli virtuali – non correlate all’abilità del giocatore, che prevedevano l’erogazione di vincite in denaro.

Per quanto concerne, infine, il settore delle scommesse sono stati, tuttora, accertati numerosi casi di raccolta “fisica” delle scommesse attraverso soggetti economici che operano, sotto forma di Centri di Trasmissione Dati (CC.TT.DD.), per conto di bookmaker esteri privi di concessione, ovvero mediante siti web non autorizzati (fenomenologia che si estende anche al gioco d’azzardo).

Di recente, è anche emersa la proliferazione di punti di raccolta scommesse “misti”, ossia che permettono di effettuare scommesse, spesso all’insaputa del giocatore, sia tramite la rete legale sia tramite bookmakers esteri privi di concessione.

[1]   Trattasi di apparecchi informatici, dotati di un lettore di banconote e/o carte di credito, che permettono di acquistare beni/servizi, ovvero accedere alla rete internet (ad esempio, tra i totem si possono annoverare gli apparecchi installati all’interno delle stazioni ferroviarie per acquistare i biglietti del treno). (fonte: Comando Generale della Guardia di Finanza).