Tassazione bassa su mercati regolamentati = abbattimento mercato illegale del gioco

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Lo studio americano “Licensing system for online gambling Which tax-rate yields both high channelization and high tax revenues?”, prende come punto di riferimento i più importanti mercati europei e mette in luce come la canalizzazione verso i “mercati regolamentati” (attraverso una tassazione “onesta”) sia l’unica strada percorribile in Europa, come in qualsiasi mercato a livello internazionale.

Quello che emerge è fondamentale: la capacità di offrire nei siti regolamentati una varietà di giochi che sia ampia e in grado di soddisfare le esigenze dei giocatori, soprattutto attraverso una tassazione non eccessiva, porta in modo “scientifico” alla canalizzazione del gioco proveniente da siti “black” sui siti legali. La regolamentazione del mercato, non puntando su una tassazione eccessiva, è l’arma migliore per abbattere tutte le zone “nere” di illegalità presenti nel mercato.

Lo studio quindi dimostra che la Gran Bretagna, che per casinò e poker online ha puntato su una tassazione del 15% sul margine, la guerra ai siti illegali è stata di fatto vinta con una canalizzazione che arriva al 95%. L’Italia è sul podio tra gli stati europei presi in considerazione, con l’80% delle giocate che passa per i siti regolamentati da Aams. Seconda posizione per la Danimarca, che nel 2015 ha applicato una tassazione del 20% e ha raggiunto secondo lo studio l’88% di canalizzazione. Cosa sarebbe successo se in Italia se nel 2015 la tassazione fosse stata più alta? Premesso che la battaglia ai siti illegali si basa su strategia molto ampia (come i controlli periodici e l’utilizzo di una black list), quanto accaduto in altri paesi può dare un’idea dell’aumento della tassazione. In Spagna – secondo la ricerca – il prelievo è arrivato al 25%, e solo il 70% delle giocate è finito su conti online regolari. Dati più allarmanti arrivano dalla Francia (tax rate 45% – canalizzazione 52%)e dal Portogallo (tax rate 41% – canalizzazione 52%). La ricerca si conclude quindi con una valutazione con il suggerimento per il governo svedese che la tassazione più performante va dal 15 al 20% sul margine. (fonte: Agimeg)

Non si capisce quindi perché in Italia ci sia un “fronte” politico e di opinione sempre più vasto che cerca di andare direttamente sul muro: da un lato si chiede la riduzione dell’offerta (soprattutto su alcune tipologie di gioco), dall’altro si chiede all’industria del gioco una tassazione sempre più forte. Per non parlare poi dei “proibizionisti” veri e propri che chiedono tasse alte sui gioco e cancellazione degli spot dagli schermi tv.

Mi sembra che si stia andando verso un orientamento politico (soprattutto pentastellato), ancora una volta senza una idea…che dico una. L’obiettivo è distruggere per dimostrare di essere semplicemente solo “diversi”. Ma poi diversi da chi e da cosa?