Toc-toc, MIPAAF…ma di Ippica chi se ne vuole occupare concretamente?

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Ippodromi e sindacati, già da tempo, chiedono al Mipaaf, di creare un “tavolo” di concertazione per affrontare le problematiche tecnico-politiche dell’ippica.

Eppure, al di là delle dichiarazioni di rito, al Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) non si comprende chi abbia deciso di dipanare questa matassa, sempre più ingarbugliata. Ci sono, per esempio, problemi di gestione corrente, come i ritardi dei pagamenti (in molti casi hanno superato i 6 mesi di ritardo, per essere benevoli). Parallelamente, c’è un ritardo nella riforma stessa, con i decreti attuativi del Collegato Agricolo, che, ormai, sono dei Gronchi “rosa”, per chi li dovesse vedere o meglio ancora trovare.

Il Mipaaf non ha ben compreso che il “timing” di risposta è strategico, per non veder morire un intero comparto e gli operatori che lo compongono. E’ vitale accelerare i tempi sulla riforma, con un sostegno temporaneo per recuperare credibilità. Per non parlare poi degli interventi essenziali nell’area del marketing (rilanciando la scommessa ippica) e dell’immagine. C’è un forte rischio di chiusure e di licenziamenti e il Governo, attraverso il Mipaaf dovrebbe iniziare ad intervenire per evitare nuovi e peggiori guai.

Il presidente di Federippodromi, Elio Pautasso, ha espresso il suo parere di recente rispetto alla questione: “Purtroppo la situazione sta peggiorando di giorno in giorno, con le risorse che non sono sufficienti, come abbiamo segnalato al Mipaaf. Non abbiamo riscontri, né sul fronte tecnico, né su quello politico, e rimane sempre il problema delle risorse. Questo non consente una normale gestione degli impianti. È necessaria quindi la convocazione di un tavolo, sia tecnico che politico, per affrontare le diverse questioni poste in essere”.