Torniamo alle urne. E’ l’unica cosa seria da fare. Non perdiamo tempo.

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Dopo lo “strappo” di Renzi (M5S) nei confronti di Di Maio (PD) l’unica cosa certa è che si è spento subito questo “forno”. E soprattutto il pane messo nel forno è tutto bruciato. Ora bisogna capire se vogliamo continuare a perdere tempo. Cioè possiamo arrivare alla riunione di giovedì prossimo in direzione (PD), ma ci prenderemmo in giro da soli. E il giorno prima c’è anche la riunione dei senatori Dem (dove sarebbe molto chiara, se ancora ci fossero dei dubbi da fugare, la posizione politica che vedremo il giorno successivo, all’ultimo piano del Nazareno). Se fossimo un Paese di persone serie entrambi gli schieramenti, già oggi, dovrebbero dichiarare la rottura di questa idea di accordo o contratto di governo. Vedremo!

Ora però al Consiglio europeo di giugno chi andrà? Cioè quale sarà l’Esecutivo che si siederà per l’Italia a questa importante riunione? E’ anche una questione di immagine, non solo tecnica procedurale.

Un nuovo “impossibile” governo o ancora l’Esecutivo Gentiloni (sarebbe anche questo incredibile) con una fiducia tecnica votata in Parlamento (proprio da parte di M5S e Lega, pazzesco ma è così)? La questione si ingarbuglia, certamente serve almeno un Governo che duri tre mesi, per fare una nuova legge elettorale (anche se molti opinionisti ritengono che si possa andare al voto con il Rosatellum, ma sarebbe anche questa una scelta isterica e non matura).

L’unica cosa seria, però, è che bisogna tornare alle urne e sono sicuro che il risultato finale non sarà la fotocopia di quella del 4 marzo scorse. A rischiare è soprattutto il M5S, perché dopo aver giocato con la politica dei due “forni” l’unico ad essersi bruciato è stato proprio il capo politico del Movimento.