Toti sulla proroga alla legge regionale conferma di aver fatto una scelta non ideologica

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E’ interessante l’intervento di questa mattina del governatore della regione Liguria, Giovanni Toti, sul tema della proroga alla legge regionale sul gioco d’azzardo. Conferma di aver fatto questa scelta per consentire ai commercianti di “adeguarsi” e, quindi, di mettersi in regola rispetto alla nuova normativa, che, se fosse stata applicata, avrebbe messo in ginocchio il 90% degli operatori. Chiaramente Toti non ha voluto impattare sul tema dell’economia locale, pur essendo attento al fenomeno della ludopatia (ma senza un approccio meramente ideologico). 

“Fare cassa su sigarette e gioco d’azzardo è un metodo per incassare oggi, ma che il sistema pagherà domani. C’è il tema aperto delle ludopatie, il tema dei costi per il sistema nazionale del problema del tabacco; alla fine sono metodi per fare cassa oggi che costeranno al sistema domani. Anche su questo bisogna fare un ragionamento più di sistema che non andare ad acciuffare tre miliardi così random. In Liguria c’era una legge molto restrittiva sui giochi, ma io ho preso un anno in più di tempo per dare modo ai commercianti di adeguarsi”. E’ quanto dichiarato da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria alla trasmissione “Mattino 5″. Toti si riferisce alla proroga della legge regionale sul gioco patologico per un altro anno, fino al maggio 2018. Se l’emendamento non fosse passato, tutte le autorizzazioni per l’esercizio dei giochi pubblici non in regola con il distanziometro regionale, cioè a meno di 300 metri dai cosiddetti luoghi sensibili comprendenti scuole, chiese, centri giovanili e strutture sanitarie, sarebbero decadute a partire dal prossimo 2 maggio, interessando circa il 90% delle licenze sul territorio. (AGIMEG)