Tutti contro il gioco…appassionatamente. E’ il nuovo gioco da tavolo natalizio

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Confermare il potere delle Regioni di limitare l’offerta di gioco, per arginare il fenomeno delle ludopatie, tassare le scommesse ippiche sul margine e non sulla raccolta, e vietare in toto la pubblicità dei giochi. Sono alcuni degli emendamenti alla Legge di Bilancio segnalati dai gruppi parlamentari, e su cui adesso si concentreranno i lavori della V Commissione della Camera.

Sembra che sia partito in Parlamento un ordine del tipo “ammazzate quelli del gioco”, altrimenti non si capisce questa persecuzione, per certi versi “seriale”, di alcune forze politiche verso un comparto regolato da norme precise stabilite dallo Stato. Però è così e adesso, sotto elezioni politiche (si vota presumibilmente il 4 marzo 2018), tutti vogliono mostrarsi al grande pubblico come i “Savonarola” 2.0. Il gioco sarebbe brutto, sporco e cattivo e quindi dai addosso al mercato del gioco. Ci fosse però un parlamentare interessato ad approfondire il tema e a capire cosa c’è dietro questo settore industriale che genera (e non distrugge, come vorrebbero sottolineare alcuni soggetti) economia e posti di lavoro. Per non parlare del gettito erariale, che, casualmente, poi, lo Stato investe anche nel sociale. Strano che nessun deputato di questa legislatura sia in grado di fare queste riflessioni. Come mai? A pensar male…