UK: limitazioni per i marchi del gioco sulle maglie della Premier. In ballo una torta da 100 milioni di euro

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Anche l’Inghilterra sta perdendo la testa sul tema del gioco. Un Paese che ha sempre mostrato una grande sensibilità e cultura (oltre che apertura mentale) sul gaming sta iniziando a mostrare segnali nel senso contrario. Sono sempre più frequenti gli interventi che cercano di limitare la comunicazione e la pubblicità delle aziende del gioco d’azzardo. 

Thomas Anthony Watson, leader del partito laburista inglese, ha rivelato al The Guardian che è pronto a dichiarar guerra alla sponsorizzazione tra i bookmaker e le squadre di calcio inglese. “Le società – ha dichiarato – si devono rendere conto che il messaggio pubblicitario può essere pericolo, anche perché secondo le ultime stime sarebbero circa 430mila i giocatori a rischio ludopatia”. Al momento sono nove (su 20) le squadre della Premier League che hanno sulla propria divisa ufficiale il marchio di un bookmaker. (Agimeg.it)

Se questi rumour fossero confermati sarebbe un contraccolpo non indifferente per i club inglesi, che incassano come Premier league nel complesso almeno 100 milioni di euro dal settore del gioco (tra sponsorizzazioni di maglia, visibilità pubblicitaria e accordi di partnership e co-marketing).