Un, due, tre…Stella. Torna l’attacco all’industria del Gioco

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La presentazione di una pubblicazione di “Avviso Pubblico” sul tema del gioco d’azzardo, oggi pomeriggio al Senato, è diventata l’occasione, da parte di Gian Antonio Stella (editorialista del Corsera e fustigatore dei costumi/vizi del nostro Paese), per fare la morale, ancora una volta, al settore del gioco d’azzardo. Svelando, per chi non l’avesse ancora capito, il suo posizionamento assolutamente “proibizionista”.

Al netto di una serie di aneddoti, su casi singoli di persone che si sono rovinate (senza però entrare nella loro storia personale, che sarebbe interessante da approfondire), Stella è partito con una serie di (pre)giudizi personali, che non trovano contezza nella realtà dei fatti. Oltre a ciò, non è neppure bello questo continuo gioco al massacro, condito di sottile sarcasmo, verso chi opera correttamente sul mercato del Gioco. La “perla”, poi, è questa continua confusione tra mercato legale ed illegale, come se fossero parte dello stesso ceppo. Così chiaramente non è. E’ assolutamente il contrario, semmai. Non è neppure molto bello decontestualizzare diverse frasi del report di Avviso Pubblico, per sostenere tesi personali.

Anche quando gli operatori fanno notare che mai e poi mai hanno pensato di mettere in campo queste attività per rovinare la gente (come sostiene, invece, Stella) non va bene lo stesso. Lo dichiarerebbero (si intuisce) per prassi. Così come non va bene se pagano le tasse (salate) allo Stato centrale: neppure questo volete fare, sembra suggerire all’orecchio del lettore, l’editorialista del Corsera.

Insomma Stella questi operatori del gioco lecito e regolamentato, alla fine cosa dovrebbero fare? Ce lo faccia capire, perché sinceramente non lo si è ben compreso nel suo editoriale. Devono chiudere le aziende? Mettersi in ginocchio sui ceci? Fustigarsi? Cosa devono fare nel concreto? Ci aiuti, se può. Ce lo spieghi una volta per tutte.

Abbiamo solo capito che le piace dare addosso a prescindere, ma anche questo, mi consenta, è un gioco (alla fine sempre lì torniamo) al massacro che non serve a nessuno. Ci sarebbe piaciuto, piuttosto, leggere una proposta alternativa, visto che lei ha una risposta su tutto e per tutto. E, invece, così non è. E’ più facile attaccare e non proporre la soluzione. Perché tanto, alla fine, è il gioco più naturale che sanno da sempre portare avanti gli italiani, lei compreso. Oggi, leggeremo il documento di Avviso Pubblico a livello integrale e sono sicuro che ci saranno anche posizioni opposte, ma almeno non ci sarà un sarcasmo (il suo) inutile.