Vaccari (PD): Calcio nel mirino della criminalità comune e organizzata. Forti rischi di match fixing

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Fanno riflettere le parole del senatore Stefano Vaccari (PD), che ha presentato, in Commissione AntiMafia (di cui è membro), un documento molto approfondito, dove pone l’attenzione sui rischi connessi agli “appetiti” della malavita organizzata nei confronti del mondo del gioco (con particolare attenzione al match fixing presente nel calcio). Vaccari fa riferimento anche alle parole del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che, per primo ha confermato “l’interesse della criminalità comune e organizzata per il settore del calcio”. 

Sempre il senatore DEM pone un monito sull’intervento di monitoring dello Stato sui nuovi operatori di gaming, che chiedono o chiederanno di entrare in questo mercato, per essere certi sulla tracciabilità e trasparenza degli investimenti effettuati. 

In audizione in Commissione Antimafia, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha confermato l’interesse della criminalità comune e organizzata per il settore del calcio, con multiformi strategie di penetrazione e relazioni internazionali strutturate, sia nei confronti della massima serie ma anche e soprattutto delle categorie minori, fino ai campionati della Lega nazionale dilettanti. L’oggetto dell’interesse della malavita è infatti relativo, oltre al Gaming online e al match fixing, al giro di affari dell’indotto dovuto agli eventi sportivi, come la gestione delle scommesse, l’assunzione degli steward, la gestione dei parcheggi e dei chioschi intorno agli stadi. Gabrielli ha anche espresso la sua condivisione con molte delle proposte che abbiamo avanzato, come Commissione Antimafia, nella relazione sul rapporto delle organizzazioni criminali con il gioco legale e illegale, di cui sono stato relatore”. Lo ha dichiarato il senatore del PD Stefano Vaccari (nella foto in primo piano), componente della Commissione Antimafia.
“Nella relazione – prosegue Vaccari – abbiamo infatti chiaramente sottolineato la necessità di innalzare il livello di controllo preventivo sui requisiti di tutti gli operatori che entrano nel settore del gioco, così come l’esigenza di dare chiare indicazioni sulla distribuzione dei punti gioco e scommesse sul territorio, per rendere più efficace il monitoraggio, introducendo anche nuovi strumenti di inibizione degli esercizi che operano al di fuori della legalita’, soprattutto nella raccolta delle scommesse. Ora è necessario tradurre rapidamente quelle indicazioni in norme applicabili, come hanno chiesto le due Camere già nel 2016, discutendo la relazione. La riforma del settore dei giochi è lo strumento giusto che da troppo tempo attende una decisione dalla Conferenza unificata e dal Governo. Senza quel pronunciamento, bisognerà procedere comunque, attraverso modifiche al disegno di legge quadro Mirabelli, incardinato nella Commissione finanze del Senato”. (fonte: Agimeg)