Vertice a tre per evitare le urne nel Centrodestra. Berlusconi (FI) chiede senso di responsabilità ai suoi alleati.

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Un vertice a tre per evitare le urne. Silvio Berlusconi (Forza Italia) ha visto ieri, a palazzo Grazioli, i suoi “alleati”, Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (FdI), per una prima analisi post 4 marzo. Il Cav li ha richiamati al senso di responsabilità ribadendo che il Paese ha bisogno di stabilità, di un Governo al più presto, magari anche con l’appoggio esterno del Pd, non certo di nuove urne, che sarebbero un segnale negativo per la democrazia e porterebbero solo confusione.

Salvini insiste a porre il veto su eventuali intese con i Dem e non esclude la possibilità di tornare al voto già a ottobre: “Io ascolto tutti, ma sicuramente chi ha perso le elezioni è l’ultimo che può rivendicare qualcosa: penso a Renzi e al Pd…”. Altro motivo di attrito la partita dei presidenti delle Camere, tutta ancora in salita. Berlusconi vorrebbe legarla a uno schema di governo e pur riconoscendo a Salvini il legittimo ruolo di candidato premier dopo il sorpasso su Fi, non vede alcun automatismo. Specialmente in una situazione difficile come questa, i nuovi presidenti di Camera e Senato devono essere figure di alto profilo istituzionale e di garanzia per tutti, non si tratta di una questione di caselle da riempire, argomenterà il presidente di azzurro. Questo significa che Fi, riferiscono, potrà rivendicare per sé la ‘Camera Alta’ con Paolo Romani, anche se la sua candidatura non è una condizione essenziale.