Vi prego facciamo corretta informazione una volta per tutte sulla materia del gioco

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Vi prego, e lo dico a tutti coloro i quali desiderano occuparsi della materia del gioco (materia che sto seguendo da meno di un anno su questo blog e nei confronti della quale mi approccio quotidianamente con molta attenzione  – perché gli elementi tecnici sono tanti e spesso, purtroppo, interpretati in modo errato), cerchiamo di sviluppare “tutti” una informazione che sia la più attenta possibile. Ho scelto questa news proprio per dimostrare la tesi in esame. Viene, infatti, riportato il risultato di una ricerca di una università straniera, come se fosse la verità assoluta. Quando, poi, ci sono due errori “marchiani” nella ricerca: non si capisce da quanti intervistati è composto il campione (è un universo rappresentativo della realtà? non si sa) e poi si parla di gioco tra i minorenni, senza specificare l’aspetto più importante.

Una volta per tutte è importante sottolineare che questa modalità può avvenire solo nel mercato illegale e criminale, non certo in quello pubblico, lecito e regolamentato. Ma se non lo diciamo, o meglio ancora non lo scriviamo, creiamo confusione nella testa del lettore. Quanti sono poi questi genitori belgi che hanno fatto giocare i propri figli con un gratta e vinci? Non si sa. Uno, dieci, cento, diecimila? Come potrete immaginare cambia la riflessione se non partiamo da numeri certificati, che non vedo in questa news collegata ad una ricerca di cui non sappiamo nulla sotto il profilo metodologico. Che, tra l’altro, è la base di partenza e l’elemento più importante, ad essere sinceri. Di seguito il testo della news collegata alla ricerca:

Secondo una ricerca dell’Università di Louvain (KUL) un terzo dei bambini di età compresa tra 10 e 12 anni ha già giocato d’azzardo. Secondo questo studio commissionato dalla National Lottery, mai una generazione ha trovato così normale il gioco d’azzardo.

In alcuni casi è la stessa famiglia a proporre ai più giovani un gratta e vinci del tipo di Presto o Subito. Alcuni bambini giocano anche a giochi online come roulette, poker o blackjack. A volte si tratta di puntare ‘virtuali’ , nel 5% dei casi i giovani ammettono di aver già giocato con soldi veri. Per i ricercatori del KUL, c’è il rischio che questi bambini sviluppino una dipendenza da gioco.