Vietare la pubblicità del gioco legale è un boomerang

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Vietare la pubblicità del gioco on-line può rivelarsi un vero e proprio boomerang per i fronti “proibizionisti” presenti nei diversi mercati (come nel caso del Movimento 5 Stelle in Italia alla luce del recente Decreto Dignità convertito in legge dello Stato). 

Ridurre o vietare ai bookmaker di fare promozioni e/o pubblicità, nonostante l’intento sia quello di fare perdere meno soldi ai giocatori (così come vorrebbe il Decreto Dignità), in realtà può ottenere l’effetto opposto, perché li induce a puntare su scommesse a più alto rischio.

 

Ad affermarlo sono i ricercatori della CQUniversity di Bundaberg (Australia) ai quali la Victorian Responsible Gamblin Foundation (VRGF), un’organizzazione creata dal Parlamento vittoriano, per affrontare i problemi legati al gioco d’azzardo, ha chiesto di indagare l’effetto della pubblicità sugli scommettitori.

 

La ricerca, intitolata “Effects of wagering advertisements and inducements on betting behavior”, è stata presentata di recente durante la 12ima conferenza dell’EASG in programma a Malta.

Oltre ai messaggi pubblicitari tradizionali, come gli spot durante le trasmissioni di eventi sportivi, sono state prese in esame anche le forme di promozione alternative, soprattutto le pubblicità on-line, i bonus e i cosiddette messaggi diretti, tipicamente quelli che arrivano via e-mail (fonte: Agimeg)