De Siervo (AD Lega Serie A): Il Decreto Dignità genera ogni anno una perdita per il sistema calcio pari a 100 mln

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Luigi De Siervo (nella foto in primo piano), AD della Lega di Serie A, in una recente intervista rilasciata ad Agipronews ha fatto un primo bilancio sugli effetti della normativa.

«La Lega Serie A ha espresso in più occasioni, e nelle sedi opportune, la propria preoccupazione per una legge (il Decreto Dignità, nda), che ha creato un danno evidente sui bilanci dei club italiani, riducendone i ricavi in modo considerevole. Se si guarda al panorama europeo, il mercato delle sponsorizzazioni nel calcio e nello sport nel 2018 ha raggiunto il valore record di oltre 20 miliardi di euro, e i ricavi da sponsorizzazione derivanti dalle società di betting rappresentano una notevole fonte di guadagno per i club delle massime divisioni delle top 5 Leghe Europee. In Italia per il solo sistema calcio si stima una perdita annua superiore ai 100 milioni di euro».

«La penalizzazione in termini di competitività nei confronti delle altre leghe europee è evidente. Più della metà delle nostre squadre ha dovuto interrompere un accordo di partnership con aziende del comparto betting, la quinta categoria merceologica come investimenti nella classifica delle sponsorizzazioni di maglia dei sei principali tornei europei. Per fare un paio di esempi, l’azienda che aveva siglato una partnership con l’AS Roma, è attualmente lo sponsor di maglia con il più alto contratto in Premier League, oltre 10 milioni di euro con il West Ham. Allo stesso modo, un partner russo ha lasciato la Lazio per sottoscrivere un accordo con il Siviglia».

«La perdita non riguarda soltanto il sistema calcistico italiano, ma anche l’editoria e il mercato televisivo, ad esempio, subiranno una forte diminuzione dei propri introiti. Lo stesso Stato italiano nei prossimi tre anni rischierà di perdere sino a 700 milioni di gettito erariale a causa del divieto per questo tipo di advertising, senza considerare il rischio del taglio di molti posti di lavoro per le aziende italiane operanti nel betting. Infine avremo ripercussioni a catena anche sul valore degli spazi pubblicitari gestiti dai centri media, che evidentemente diminuiranno il loro valore in assenza di investitori, un indebolimento progressivo che andrà ad incidere sull’Italia come paese candidato ad ospitare grandi eventi internazionali o anche sulla possibilità di investire sul rifacimento degli stadi».

«C’è massimo rispetto e collaborazione con il Governo per le finalità del provvedimento, ma bisogna rendersi conto che il gioco d’azzardo è il vero obiettivo da colpire per aiutare coloro che soffrono di ludopatia. A distanza di qualche mese dall’entrata in vigore del Decreto Dignità, che ha introdotto il divieto, possiamo constatare che le misure adottate non si sono rivelate efficaci. Serve un intervento che consenta di salvaguardare la finalità della norma, ma che non diminuisca le risorse delle nostre Società, risorse che servono per acquistare giocatori forti, per rifare gli stadi, per investire nei vivai». (fonte: intervista Agipronews)