I lavoratori del gioco scrivono al mondo della politica. Si teme per la perdita di migliaia di posti di lavoro

i-lavoratori-del-gioco-scrivono-al-mondo-della-politica-si-teme-per-la-perdita-di-migliaia-di-posti-di-lavoro

I lavoratori dell’industria del gioco sono scesi in campo (nelle ultime ore) per difendere il loro posto di lavoro, dopo lo shock per la proposta dell’1% di tassazione sulla raccolta delle scommesse sportive (incluse quelle virtuali). Tra le diverse azioni di protesta (ieri alle 18:00 hanno fatto suonare le sirene d’allarme dei punti vendita) c’è stato anche l’invio massiccio di lettere ad esponenti del Governo per chiedere la sospensione della nuova tassa e sensibilizzarli sul tema in oggetto.

L’importo non è ancora stato ufficializzato (secondo la relazione illustrativa del decreto potrebbe valere fino all’1% della raccolta), ma in caso di approvazione determinerebbe una perdita pesante nel margine di guadagno dell’intero comparto.

“Gentile Onorevole – si legge in una lettera inviata a diversi parlamentari – sono una delle decine di migliaia di persone che trae il proprio sostentamento famigliare dalla gestione dei punti scommesse riconosciuti dallo Stato. La proposta normativa emersa in queste ore di destinare lo 0,75% delle giocate delle scommesse sportive per alimentare il “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” metterà in condizioni di gravissima difficoltà me e la mia famiglia, in un momento in cui siamo già in ginocchio perché le attività da cui traiamo il reddito famigliare sono chiuse da due mesi, senza una data di riapertura e con la cassa integrazione in corso. Lo sport è importante si legge ancora nella lettera- , ma non può essere tutelato a spese della dignità del lavoro altrui e facendo perdere a migliaia di famiglie i propri mezzi di sostentamento. Certi di un Suo interessamento, chiediamo che il Governo faccia al più presto marcia indietro e che possiamo continuare a mantenerci con il nostro lavoro e non con i sussidi dello Stato. Non ce la facciamo più! Grazie”.