I lavoratori di “Esercenti Scommesse Sportive” pronti a disdettare gli abbonamenti di Sky e Dazn (e non solo)

i-lavoratori-di-esercenti-scommesse-sportive-pronti-a-disdettare-gli-abbonamenti-di-sky-e-dazn-e-non-solo

Nelle prossime ore i lavoratori della “Esercenti Scommesse Sportive” invieranno una lettera/missiva alle principali testate per protestare contro l’ipotesi della nuova tassa a favore del calcio/sport italiano. Sempre gli stessi lavoratori sono pronti a mandare lettera di disdetta a Sky e Dazn per protestare contro la nuova imposta statale sul settore del gioco. 

“Siamo esercenti che operano nel settore delle scommesse sportive e vogliamo mettere a conoscenza l’opinione pubblica di quanto è emerso dalle varie bozze “fondo salva calcio/sport” in cui si vuole “sovvenzionare lo sport milionario” tassando, in una situazione di grave crisi economica causata dalla pandemia, migliaia di imprese che operano legalmente con concessione statale nel mondo delle scommesse sportive. 

”E’ quanto si legge nella lettera che i lavoratori della “Esercenti scommesse sportive” invieranno a tutte le principali testate giornalistiche per far sentire la voce di un settore che, nonostante la chiusura forzata dei locali, sono oggetto di una nuova tassa. “Questa iniziativa di tassazione, che è proposta per sovvenzionare le società di calcio e lo sport dilettantistico che riversano in gravi difficoltà economiche, metterebbe, qualora fosse approvato il decreto a rischio 10mila esercenti con le proprie famiglie e con i propri dipendenti che attualmente non percepiscono reddito da oltre due mesi. Anche noi nel nostro piccolo contribuiamo da anni al sostentamento delle società sportive con abbonamenti onerosi alle piattaforme Sky e Dazn, che data la situazione sarebbero le prime a vedersi recapitare le nostre lettere di disdetta. Siamo certi che il mondo del calcio e lo sport dilettantistico possano trovare una forma di “aiuto economico” che non vada a penalizzare le nostre imprese, diversamente ci vedremo costretti a non poter più riaprire e a dover licenziare i nostri dipendenti.
Questa tassa, qualora confermata, comprometterebbe la sopravvivenza del settore del gioco legale favorendo quello illegale.”