La EFL difende i contratti firmati dai bookie. Betting nel mirino della politica UK

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(di Alessandro Presta) – L’English Football League (EFL), la 2a lega inglese, ha recentemente dichiarato che le sponsorizzazioni attivate dalle società di gioco d’azzardo sono fondamentali per il sostentamento dei club di calcio. Le entrate derivanti da questi abbinamenti infatti sono vitali anche per la 3a e 4a serie inglese; soprattutto in seguito alla pandemia da Covid-19. Le dichiarazioni sono seguite all’annuncio da parte del governo britannico relativamente alla revisione di alcuni accordi di “sport sponsorship”.

In Inghilterra, dal 2005, con l’inserimento del cosiddetto “Gambling Act”, non sono previste particolari restrizioni per gli accordi di sponsorship promossi dalle agenzie di scommesse. A differenza degli altri stati europei, nel Regno Unito il problema del gioco d’azzardo è da tempo tema di discussione (soprattutto in ambito politico). La stessa EFL, con una campagna di sensibilizzazione, in collaborazione con Sky Bet (società di gioco d’azzardo di Sky UK), ha promosso, più volte, il tema del “gioco responsabile“. Purtroppo, però, la revisione del “Gambling Act” sembra ormai essere più di una semplice ipotesi. Il mese prossimo Oliver Dowden, segretario della cultura britannico, lancerà una richiesta di approfondimento sul tema ai vertici della EFL.

I contratti di sponsorizzazione, con le agenzie di gioco d’azzardo, ogni stagione, fruttano circa 40 milioni di sterline (44 milioni di euro) per i club dell’EFL. A maggior ragione in questa stagione tormentata, in cui le squadre sono costrette a giocare a porte chiuse e a rinunciare agli introiti da ticketing (prima fonte d’incasso fino al 2019). (fonte: Sporteconomy)