La Spagna chiude (sbagliando) al betting. Vince la linea “Podemos”

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(di Sejon Veshaj) – Mentre in Italia, lo stop forzato del calcio ha portato ad uno scontro tra federazioni calcistiche e governo, a causa dell’iniziale richiesta (poi rinviata) da parte dei vari presidenti delle società di tornare a “legalizzare” le sponsorizzazioni delle società di scommesse, in Spagna è stato emanato, questo pomeriggio, un decreto governativo, che ha deciso di limitare la pubblicità da parte delle case di scommesse. In questo modo, l’esecutivo cerca di contrastare quelle società di betting che incitano alle scommesse sportive e al gioco d’azzardo da casa, approfittando dello stato di allarme causato dall’emergenza sanitaria Covid-19, che ha costretto tutta la popolazione alla quarantena obbligatoria.

La proposta è stata presentata al Consiglio dei ministri il 21 febbraio dal gruppo parlamentare “Podemos” e dal suo leader Pablo Iglesias. Iglesias, dal 13 gennaio 2020 Vicepresidente dell’attuale Governo guidato da Pedro Sánchez, nonché ministro per i diritti sociali e l’agenda 2030, nella conferenza stampa telematica di presentazione del decreto emanato, ha sostenuto che la pubblicità del gioco d’azzardo e del betting è stata limitata, poiché “In un contesto di confinamento, diventa ancor più necessario proteggere le persone che soffrono problemi di ludopatia”.

Nello specifico, il governo proteggerà i cittadini più vulnerabili dalla sovraesposizione alla pubblicità da parte delle case di scommesse, impedendo la trasmissione di reclame su piattaforme televisive, radiofoniche e web ad eccezione delle ore notturne (01: 00- 05:00). Alle case di betting vengono proibite inoltre tutte quelle azioni di pubblicità sui social e via e-mail, comprese le offerte di bonus, promozioni e regali che mirano ad attrarre o trattenere i clienti sui loro siti.

Il ministro del consumo, Alberto Garzón, ha assicurato che questa normativa proibirà l’80% degli annunci attuali e sottoporrà il restante 20% a controlli molto più rigorosi.

Attraverso 37 articoli e oltre 100 misure, il decreto estende i divieti di pubblicità d’azzardo anche su piattaforme come YouTube, ad eccezione (oltre alle ore notturne) delle sole manifestazioni sportive, che possono continuare ad esporre annunci e inserzioni negli eventi che iniziano dopo le ore 20:00, sia negli stadi che nelle trasmissioni correlate.