Nannicini (PD): Norma SalvaSport? Obiettivo condivisibile ma risorse incerte e rete legale a rischio”

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Ha le idee chiare Tommaso Nannicini senatore PD (nella foto in primo piano) sul tema della nuova imposta collegato al pacchetto di nome denominato “SalvaSport”. Giusto aiutare lo Sport, ma senza creare problemi ad altri comparti industriali come quelli del betting.

«È giusto trovare fonti di finanziamento che aiutino lo sport, che è un’industria importante per il nostro paese. Condivido quindi l’obiettivo del Governo di sostenere questo mondo, fatto non solo di grandi società, ma di tante realtà più piccole che si troveranno a fare investimenti nuovi, legati alle conseguenze dell’emergenza sanitaria. Dobbiamo tuttavia evitare che questa operazione di sostegno ponga costi insostenibili ad un’altra industria, anch’essa chiusa in questa fase di lockdown».

È il commento di Tommaso Nannicini, economista e senatore PD, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Governo Renzi, alla misura al vaglio del Ministero dell’Economia, che prevede un contributo (compreso tra l’1% e lo 0,75%) sulla raccolta delle scommesse sportive. Una aliquota che si aggiungerebbe alle imposte già previste a carico degli operatori. «Dobbiamo inoltre essere sicuri che le risorse a beneficio dello sport ci siano davvero – spiega Nannicini ad Agipronews – perché se la tassazione a carico delle scommesse diventa insostenibile, si ottiene una contrazione dell’attività regolare di raccolta, a beneficio di quella sommersa. In questo modo, si farebbe un favore all’illegalità e non si otterrebbe per lo sport il sostegno sperato. Starei attento quindi a non pretendere troppo da un settore a cui abbiamo chiesto di stare chiuso per un periodo così lungo».

Il senatore di Montevarchi indica un percorso alternativo: «Mi sembrerebbe più utile aprire un tavolo con il mondo dello sport e quello delle scommesse, e in tale sede mettere a punto forme di partnership condivise. Misure di questo tipo, adottate senza un confronto con tutti gli attori coinvolti, portano alle conseguenze negative di cui parlavo prima: impulso all’illegalità e fallimento dell’obiettivo».
Intanto, lo sport può aiutarsi da solo, accelerando nei limiti del possibile la ripartenza: «Non azzardo date e calendari, spero solo che si faccia in fretta un protocollo per ripartire in sicurezza. Fermo restando che in questa fase è impensabile prevedere assembramenti di persone, credo ci siano tutte le possibilità per raggiungere buoni standard di sicurezza, così da far ripartire l’industria sportiva e il suo indotto, come ad esempio gli eventi televisivi e lo stesso movimento delle scommesse regolari».