SalvaSport: la nuova tassa contro il mondo del gioco per salvare il calcio. Ma a che gioco giochiamo? Adesso la palla è nel campo di Gualtieri!

salvasport-la-nuova-tassa-contro-il-mondo-del-gioco-per-salvare-il-calcio-ma-a-che-gioco-giochiamo-adesso-la-palla-e-nel-campo-di-gualtieri

Una nuova tassa (effettivamente mancava…) è in arrivo nel settore del betting. Un ulteriore 0,75% (ma potrebbe anche essere alla fine l’1%) sulla “raccolta” delle scommesse sportive per alimentare e sostenere il nuovo “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale”.

Se venisse effettivamente applicata, il settore delle scommesse sarebbe oggi l’unico in Italia a subire un aumento fiscale durante un periodo di profonda crisi economica. Questo Fondo andrebbe a finanziare i professionisti del calcio (un settore che dovrebbe essere “messo in sicurezza” dagli stessi proprietari dei club, non certamente dallo Stato, o ancora di più da un altro comparto economico, come appunto quello del betting). Il concetto è semplice: il calcio si è “mangiato” tutto quello che poteva negli ultimi anni. Adesso va a mettere le mani nei “portafogli” di altri settori, come ad esempio le scommesse sportive. 

Il testo della norma è molto chiaro, anche se al momento non è deciso quale sarà la percentuale di prelievo del ’SalvaSport’. Il punto non è ancora definito. Nel testo si legge: “…Al fine di far fronte alla crisi economica delle società operanti nel settore sportivo, la quota dell’uno per cento (ovvero dello 0,75%) sul totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali, come determinata trimestralmente dall’ente incaricato dallo Stato, viene versata destinata sino al 31 luglio 2022 all’entrata del bilancio dello Stato”.

Nella relazione tecnica che accompagna la bozza, la stangata sui bookmaker autorizzati prende tutta la sua forma numerica: “Considerato che per una raccolta di 100 euro la vincita sulle scommesse è di circa 82 euro con un margine di circa 18 euro, emerge che un aumento di 1 euro su una raccolta di 100 euro si trasla parimenti sul prelievo applicato al margine portandolo da 3,6 euro a 4,6 euro per il gioco fisico”. Il prelievo a carico dei bookies, attualmente fissato al 20 e al 24% sul margine (giocate meno vincite) schizzerebbe al 35% per le agenzie e al 39% per l’online. 

Non è difficile immaginare cosa potrebbe succedere all’intero settore se una norma del genere entrasse in vigore. Per il momento, su input della FIGC e del Ministero dello Sport, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli (diretto dall’economista Marcello Minenna – ex assessore al bilancio dell giunta capitolina Raggi) ha dato un parere favorevole (probabilmente non approfondendo gli effetti deleteri di questa nuova norma), ma la cosa incredibile è che al MEF è arrivata questa “grana” senza che nessuno ne sapesse nulla.

Adesso toccherà al MEF decidere come trattate la questione. E’ chiaro che c’è il forte rischio che diversi operatori decidano di uscire dal mercato italiano considerandolo non più “redditizio”. Quello che guadagnerebbe il mondo del calcio lo perderebbe proprio lo Stato in termini di gettito erariale. La solita situazione kafkiana all’italiana. Speriamo che il ministro Roberto Gualtieri e il suo staff tecnico valutino con attenzione tutti i seri rischi dell’operazione. 

Nel frattempo gli operatori del settore sono pronti ad opporsi a questa nuova imposta. Ecco come si materializzerà la protesta, messa in atto da una sigla di categoria nella giornata odierna: “….faremo sentire la nostra voce, si legge in una nota, mobilitandoci fino a quando questa assurda proposta non sarà ritirata! Alle ore 18 di sabato attiviamo gli allarmi delle nostre sale, contro chi pensa che ci siano attività economiche di serie A ed altre di serie B. Ci aspettiamo la partecipazione di tutti gli operatori, senza eccezioni, che vogliono far sentire concretamente la loro protesta per l’ennesima situazione di disagio che ci vede coinvolti”.